Aggiornato al 23/07/2025 - 18:08
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Approvata la “Legge Romano”: conto corrente di base obbligatorio per tutti

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Sì unanime dalla Camera. Le banche non potranno più negare l’apertura di un conto, neanche in caso di segnalazione al CRIF. Romano (Noi Moderati): “Una svolta contro l’esclusione finanziaria”

Un passaggio storico per i diritti dei cittadini: la Camera dei Deputati ha approvato oggi all’unanimità la cosiddetta “legge Romano”, che introduce il diritto effettivo a un conto corrente di base per tutti. Le banche italiane non potranno più rifiutare l’apertura di un conto né chiuderne uno con saldo attivo se il titolare non ha altri accessi bancari.

Cosa prevede la nuova legge

La norma, che parte dalla constatazione che oggi un conto corrente è indispensabile per accedere a quasi ogni servizio, introduce un obbligo chiaro per gli istituti di credito. “Si tratta di un provvedimento che evita l’esclusione dal sistema finanziario di migliaia di cittadini,” ha dichiarato a caldo il proponente e primo firmatario, Saverio Romano, coordinatore politico di Noi Moderati.

Romano: “Stop all’esclusione finanziaria e alla desertificazione bancaria”

“Avere accesso a un conto corrente non è più un’opzione, ma una necessità,” ha spiegato Romano. “Tuttavia, le dinamiche del sistema bancario stanno creando nuove forme di esclusione. Negli ultimi anni, la necessaria spinta alla digitalizzazione ha portato le banche a chiudere oltre 11.000 sportelli, lasciando scoperto quasi il 40% del territorio nazionale. È quella che viene ormai definita desertificazione bancaria.”

Il provvedimento, ha chiarito il deputato, non impone rischi alle banche, in quanto si tratta di uno strumento neutro e non passivo. La chiusura o il rifiuto di un conto potranno avvenire solo in casi gravi, legati a sospetti di riciclaggio o terrorismo.

“Ma non potrà più essere negato,” ha sottolineato Romano, “ad esempio, per una segnalazione al sistema CRIF, il grande archivio creditizio che contiene dati su oltre 40 milioni di italiani, molti dei quali con semplici ritardi nei pagamenti e non certo pericolosi debitori”

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