Aggiornato al 04/08/2025 - 09:30
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Fiom: “Il futuro del petrolchimico è a rischio, serve una battaglia in difesa del lavoro”

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Recano (Fiom): “Il disagio dei metalmeccanici è il segnale di una crisi che può compromettere la coesione sociale nel territorio

La Fiom Cgil interviene con decisione sulla condizione del complesso petrolchimico di Siracusa, definendola una situazione di crisi profonda che, se non affrontata con urgenza, “può compromettere la coesione sociale nella provincia”.

Secondo Antonio Recano, rappresentante della Fiom, “il disagio espresso con forza, in questi anni, dai lavoratori metalmeccanici rappresenta la conseguenza di una condizione economica-sociale che rischia pericolosamente di implodere”.

La denuncia arriva in un momento particolarmente critico per il comparto: impianti fermi come quelli di ISAB Goi, Sasol e Air Liquid, manutenzioni ridotte, circa 500 contratti a tempo determinato non rinnovati negli ultimi mesi e l’attivazione di procedure di cassa integrazione.

Per Recano, è evidente l’assenza di una visione industriale: “Sono anni ormai che i lavoratori e il territorio attendono politiche industriali e un piano di sviluppo concreto per un complesso energetico che resta innegabilmente strategico per l’economia dell’intera regione e del Paese”.

In questa situazione, “la politica e il sistema delle imprese colpevolmente nascondono i risvolti della crisi”, lasciando spazio a “dichiarazioni di grande impatto mediatico” che però, sul piano concreto, non sembrano indicare un rilancio produttivo o una reale tutela dell’occupazione.

La Fiom evidenzia come la mancanza di prospettiva della classe dirigente stia mettendo a rischio un “enorme patrimonio rappresentato da lavoratori con un altissimo livello di professionalità”, che – se adeguatamente valorizzato – potrebbe ancora competere sui mercati internazionali.

Di fronte a questo scenario, Recano propone una piattaforma d’intervento che prevede:

  • Progetti di riconversione e riqualificazione industriale con investimenti pubblici e privati per bonifiche, efficienza energetica e riqualificazione produttiva;

  • Un Piano di Risanamento Ambientale per attrarre nuove filiere produttive;

  • La ri-pubblicizzazione delle aree di Punta Cugno e Marina di Melilli, con una gestione pubblica orientata allo sviluppo;

  • Ammortizzatori sociali straordinari per tutti i lavoratori, inclusi quelli dell’indotto e a tempo determinato;

  • Percorsi di formazione e riqualificazione professionale finanziati da imprese e Regione Sicilia;

  • Collaborazione tra ANPAL, Regione e Comuni per garantire il reinserimento e la valorizzazione del know-how presente sul territorio.

“Occorre intraprendere un percorso che coinvolga tutti i soggetti sociali nell’analisi delle contraddizioni che attraversano il rapporto tra lavoro, ambiente, salute e popolazioni”, prosegue Recano, sottolineando come le attività del petrolchimico abbiano un impatto che “supera il perimetro della fabbrica e coinvolge l’intero territorio”.

La mobilitazione, secondo la Fiom, è l’unica risposta possibile: “Sono titoli per ora, titoli di una piattaforma che i metalmeccanici sanno di dover affermare con la mobilitazione, mettendoci tutta l’intelligenza, la passione e la rabbia di cui sono capaci”.

Recano chiude con un appello a una nuova stagione di unità: “Occorre ricostruire una vertenzialità generale che tenga insieme lavoratori diretti e indiretti, soggettività sociali e territorio, per dare voce alle istanze inascoltate. Questo è il momento di una grande battaglia in difesa del futuro, che deve nascere dall’indignazione di chi è derubato del lavoro e della dignità”.

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