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“Question time” inutili? Lo “strappo” del consigliere Scimonelli: “Gesto spontaneo, interrogazioni non possono essere svilite”

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Nel corso della seduta di Consiglio Comunale svolta ieri, mercoledì 28 maggio, il consigliere Ivan Scimonelli, capogruppo di “Insieme”, non avendo ottenuto esaustiva risposta alla sua interrogazione, ha strappato letteralmente in diretta il foglio con l’interrogazione scritta

Abbiamo contattato il consigliere Scimonelli per saperne di più di quel gesto e per scoprire qual è, a suo parere, il “clima” che si respira nella massima assise cittadina.

Consigliere Scimonelli, ieri ha stracciato in aula il testo della sua interrogazione. Da cosa nasce questo gesto, visto che non sempre i consiglieri ottengono le risposte volute e non è quindi certo una novità restare insoddisfatti o non ottenere risposta?

Il gesto è stato spontaneo e simbolico, e mi auguro resti circoscritto all’ambito dell’agone politico. Il punto non è la soddisfazione nel leggere o ascoltare una risposta, ma l’assenza totale di una giustificazione da parte della politica o degli uffici preposti. In quel video si vede me, è vero, ma posso assicurare che il disagio è stato condiviso da tutti i consiglieri presenti, a partire dalla Presidenza.
Il Question Time, dai consigli comunali fino a Senato e Camera, è uno degli strumenti più alti del confronto democratico. Non possiamo permettere che venga svuotato del suo significato e svilito nel suo valore.

Il clima all’interno del consiglio comunale non è sereno, anche tra i banchi della maggioranza: tolto il solito gossip da rimpasto, c’è un problema nel rapporto tra il governo della città e l’organo di indirizzo e controllo?

Per quanto mi riguarda, il clima tra i consiglieri è sereno. Ho rapporti improntati al rispetto, alla lealtà e alla collaborazione con tutti i 31 colleghi, al di là delle appartenenze politiche.
Quello che appare evidente, semmai, è un crescente scollamento tra l’amministrazione attiva, la sua stessa maggioranza e il consiglio comunale nel suo complesso.
Se il governo della città non riesce a dare risposte nemmeno ai consiglieri di maggioranza, è facile intuire quanta distanza ci sia anche nei confronti dell’opposizione. Questo è il vero tema politico.

Crede che a più di metà del mandato in corso, si possa recuperare questa frattura che oltre ad essere comunicativa è anche evidentemente politica?

Io credo che la politica si costruisca sui rapporti umani e sull’affidabilità delle persone chiamate ad assumersi responsabilità pubbliche.
In questi due anni abbiamo visto soprattutto azioni solitarie, iniziative personali, ma nessun percorso di crescita collettiva.
Non si è mai parlato seriamente di comunità, di visione o di sviluppo condiviso. Recuperare è ancora possibile, ma servono Ascolto, Serietà e una vera Volontà politica di costruire insieme, sui temi, con i temi.

 

 

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