Ricchezza privata e ricchezza pubblica: un dilemma moderno

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”Convivio a cura di Mario Blancato”][vc_column_text]In questo periodo ricompare (ma non per caso) il dibattito sul sistema di tassazione. Mi è sembrato opportuno, dunque, ricordare alcuni elementi fondativi che normalmente sono assenti nelle discussioni di parte.

Scrive Noam Chomsky:

«Se una società ruota attorno al potere esercitato dalla ricchezza privata, è inevitabile che ne assorba i valori, ossia l’avidità e il desiderio di ottenere il massimo guadagno personale a spese degli altri. Ora, se a fondarsi su quel principio è una società globale, allora essa punta dritto verso la distruzione di massa». (vedi: Le dieci leggi del potere: Requiem per il sogno americano). L’illustre ed anziano linguista (classe 1928) che avrebbe ben meritato il Nobel (noi speriamo ancora che ciò accada), punta dritto al cuore del problema economico: “….potere esercitato dalla ricchezza privata……è inevitabile che….”. Vediamo la motivazione logica di un pensiero così netto. Si è detto che un sistema economico (qualunque) si riduce alla “produzione di merci a mezzo di merci “(titolo di un famoso libro del grande economista Piero Sraffa-Einaudi Paperbacks, n. 35, quinta ristampa 1981).

 

 

 

ECONOMIA – AMBIENTE

Possiamo rappresentare il ciclo del sistema economico con il triangolo di vertici (rappresentazione dovuta a Notarrigo): a,b,s. Il sistema si compone di tre lati fondamentali: C = Valore di investimento, DS = Valore ambientale, as = Valore di Output = X. In figura ho dato anche i riferimenti bibliografici con a fianco le figure degli studiosi presi a riferimento: J.V. Neumann (1903-1957), P. Sraffa (1898-1983), ed il nostro S. Notarrigo (1931- 1998). Come si vede dalla figura il valore di output=X si ottiene sommando (vettorialmente) l’investimento e il valore ambientale. (in questa rappresentazione statica, noi supponiamo-provvisoriamente- che il sistema naturale sia un serbatoio infinito di risorse-per la gioia dei detentori del capitale di investimento-pubblici o privati). Il valore ambientale è tratteggiato in rosso per indicare che esso, usualmente rimane “invisibile” al computo economico (per l’ipotesi fatta, provvisoria, di serbatoio naturale inesauribile). Interessante per il computo economico è invece il triangolo a,b,g. Esso ci dice che la somma (vettoriale) di investimenti e salario=lavoro si chiude perfettamente con il lato a,g ricostruendo sia il valore di investimento che le capacità produttive del lavoro. Cioè dopo la trasformazione delle merci (e il consumo) tutto il patrimonio iniziale viene ricostruito e il ciclo può ricominciare. Ma, alla fine di questo ciclo ci si trova un “plus-valore”, rappresentato dal segmento gs, che è necessario per una riproduzione economica allargata (cioè non di semplice sussistenza-come si osserva nelle società primitive). Su come il “plus valore” debba essere ripartito tra i vari membri della società nasce il presupposto dell’economia politica, delle diverse tendenze ideologiche e, inevitabilmente, dell’immane lotta tra individui, più o meno organizzati in classi. Nelle sue forme estreme troviamo, da un lato, l’ideologia liberista “che ruota attorno al potere esercitato dalla ricchezza privata” che tende all’accaparramento totale del “plus valore” e, dall’altro, l’ideologia socialista che tende alla distribuzione sociale del “plus valore”. Tra le due tendenze vi sono state molteplici sfumature come ci insegna la storia delle varie società umane organizzate. Tutti i sistemi di tassazione si muovono tra le due diverse tendenze. In estrema sintesi: la prima tendenza (liberista) porta ad una forma di tassazione minima-in percentuale fissa del reddito prodotto (flat tax) – che assicuri il necessario per la difesa nazionale, trasporti pubblici essenziali, istruzione elementare e assistenza di primo soccorso. La seconda (socialista) prevede normalmente una proporzionalità della tassazione da applicare al reddito prodotto e tende ad incorporare, oltre ai suddetti servizi elementari, tutte le forme di istruzione avanzata, assistenza sanitaria in sistemi ospedalieri pubblici, fruizione agevolata delle rappresentazioni artistiche-cinematografiche-teatrali, promozione sociale delle attività sportive e culturali, sostegno economico alla libera stampa. Ma, entrambe le due tendenze hanno pesantemente sottovalutato (se non del tutto omesso) il peso fondamentale del lato bs (triangolo grande) del processo naturale, senza il quale nessuna società umana sarebbe possibile. Il problema dell’inquinamento del sistema naturale è l’aspetto più visibile di questa grave omissione che, malgrado i proclami, continua a persistere. Vale ciò che ebbe ad affermare Karl Marx (1818-1883): <<Nel campo dell’economia politica la libera ricerca scientifica non incontra soltanto gli stessi nemici che incontra in tutti gli altri campi. La natura peculiare del materiale che tratta chiama a battaglia contro di essa le passioni più ardenti, più meschine e più odiose del cuore umano, le Furie dell’interesse privato>> (prefazione alla I edizione del Capitale Vol. I, Londra, 25 luglio 1867).[/vc_column_text][vc_text_separator title=”Angelo Pagano”][/vc_column][/vc_row]

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