Il deputato regionale pubblica foto sui social e accusa l’esponente di ControCorrente: “Immortalato con familiari di Benedetto Spera, braccio destro di Provenzano”
Una foto a tavola durante una cena scatena una durissima polemica politica in Sicilia sul tema dell’antimafia. Protagonisti: Manlio Messina, deputato nazionale ed ex esponente di Fratelli d’Italia, e Ismaele La Vardera, deputato regionale di Sud chiama Nord, noto per le sue inchieste televisive con “Le Iene” e per le battaglie pubbliche contro la mafia.
Ad accendere la miccia è lo stesso Messina, che attraverso un lungo post sui social ha pubblicato una fotografia in cui La Vardera apparirebbe seduto a tavola insieme a persone che Messina identifica come “parenti di Benedetto Spera”, storico boss di Belmonte Mezzagno, considerato il braccio destro di Bernardo Provenzano e coinvolto in vicende legate alle stragi di mafia degli anni Novanta.
«A cena con i parenti del boss. No, non è il titolo di un film. È realtà. Una realtà pesante, disgustosa, che qualcuno oggi vorrebbe far passare sotto silenzio», attacca Messina nel post, che in poche ore ha generato migliaia di commenti e condivisioni sui social network.

Il contenuto del post: attacco frontale e richiesta di chiarimenti
Nel lungo post pubblico, Messina non risparmia toni aspri nei confronti del collega parlamentare regionale, mettendo in discussione la sua credibilità sul fronte della lotta alla criminalità organizzata.
«E no, non è uno scatto rubato, una foto casuale fatta passando per strada. Qui non c’è niente di casuale: sono in posa, sorridenti, perfettamente a loro agio. Una foto voluta. Cercata. E con chi? Con i parenti del boss», scrive Messina, sottolineando come l’immagine non sarebbe frutto di un incontro fortuito ma di una situazione conviviale consapevole.
Il deputato specifica di aver pixelato i volti delle altre persone ritratte nella foto per una questione di rispetto: «Ho coperto i volti perché essere parenti di un mafioso non significa esserlo a propria volta. Potrebbero essere persone perbene, lavoratori, padri di famiglia. E questo va rispettato».
La critica si fa però più pungente quando Messina richiama episodi recenti in cui La Vardera avrebbe assunto posizioni molto nette su temi analoghi: «Com’è possibile che proprio lui, proprio quel La Vardera che fino a ieri pontificava sui social, attaccando un giovane consigliere comunale di Catania solo perché figlio di un mafioso — un ragazzo che quel padre lo ha rinnegato appena ha avuto coscienza di cosa fosse la mafia — oggi venga immortalato serenamente a tavola con la famiglia di un boss stragista?»
Il riferimento è a polemiche recenti in cui La Vardera avrebbe criticato l’elezione in un consiglio comunale di un giovane amministratore il cui padre aveva precedenti legati alla criminalità organizzata, nonostante il figlio avesse pubblicamente preso le distanze dal genitore.
«Quel ragazzo la mafia l’ha combattuta dentro casa sua. Ha dovuto conviverci, soffrirla, prenderne le distanze nel silenzio e nel dolore. Non l’ha trasformata in uno spettacolo da social, in una maschera buona per raccogliere applausi e fare il moralista a giorni alterni», incalza Messina.
Benedetto Spera è un nome che pesa nella storia della mafia siciliana. Boss di Belmonte Mezzagno, comune della provincia di Palermo, è stato considerato il braccio destro di Bernardo Provenzano, capo indiscusso di Cosa Nostra dopo la cattura di Totò Riina.
Spera è stato condannato all’ergastolo per una serie di reati gravissimi, tra cui associazione mafiosa, omicidi e partecipazione alle stragi che hanno segnato gli anni Novanta in Italia. Il suo nome è emerso nelle indagini sugli attentati contro Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati simbolo della lotta alla mafia uccisi nel 1992.
Nel post, Messina specifica che le persone ritratte nella foto con La Vardera sarebbero familiari del boss, precisando che il legame di parentela non implica automaticamente responsabilità penali o morali.
La sfida: “Dica giorno, orario e luogo per il confronto pubblico”
Nel finale del post, Messina risponde a quella che definisce una “sfida” lanciata da La Vardera a un confronto pubblico: «Dite a quel pagliaccio di ismaelelavardera_iena, che pare mi abbia sfidato ad un confronto pubblico, che deve solo dirmi il giorno, l’orario e il luogo, e faremo vedere a tutta la Sicilia quanto è incompetente e che al massimo può amministrare un circolo di bocce!»
Un attacco diretto, che mescola la polemica sulla foto con una più generale contestazione della competenza politica e amministrativa del deputato di Sud chiama Nord.
La controreplica di La Vardera:






