Aggiornato al 16/09/2025 - 12:23
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Sciopero dei precari della giustizia, sit-in al Tribunale di Siracusa

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La Fp Cgil denuncia: senza stabilizzazione 12mila lavoratori a rischio dal 2026, 75 solo a Siracusa

La Funzione Pubblica Cgil nazionale ha promosso per oggi lo sciopero, per l’intera giornata, dei lavoratori precari della giustizia. Si tratta di operatori data entry, funzionari tecnici e funzionari addetti all’ufficio per il processo, assunti a tempo determinato a partire da febbraio 2022 grazie ai fondi del PNRR, con contratti in scadenza il 30 giugno 2026.

Secondo quanto riportato dal sindacato, la missione di questi lavoratori è stata lo smaltimento degli arretrati accumulati negli anni, la digitalizzazione degli atti giudiziari e la messa a regime dell’ufficio per il processo, istituito nel 2012 ma mai pienamente avviato. L’arrivo di queste figure ha contribuito a ridurre in maniera significativa i tempi della giustizia, risultato riconosciuto da magistrati, dirigenti, politica e governo.

La Fp Cgil sottolinea che il rischio di un blocco delle attività giudiziarie a partire dal primo luglio 2026 è concreto se non verranno stanziate, già con la prossima legge di bilancio, le risorse necessarie per trasformare i contratti da tempo determinato a tempo indeterminato.

Lo sciopero, evidenzia ancora la nota sindacale, non riguarda solo la legittima aspettativa di 12mila lavoratori in Italia – di cui 75 a Siracusa – ma anche la valorizzazione delle professionalità già in servizio al Ministero della Giustizia. Questi ultimi attendono dal 2022 la definizione delle nuove famiglie professionali e di un contratto integrativo che necessita di ulteriori risorse oltre a quelle stanziate dal CCNL 2019/2021 delle funzioni centrali.

Al Tribunale di Siracusa i 75 precari in servizio sono così distribuiti: 55 funzionari dell’ufficio per il processo, 15 operatori data entry e 5 funzionari tecnici.

Durante il sit-in di questa mattina era presente Sabina Zuccaro della Fp Cgil provinciale, che ha dichiarato: “Qui si tratta non solo di tutelare professionalità indiscutibili e il futuro lavorativo di questi giovani, ma anche il meccanismo delle attività del palazzo di giustizia. Basti pensare che grazie al loro lavoro è stato smaltito il 40% dell’arretrato. Basta già questo per fare intuire quali danni potrebbe arrecare l’interruzione del loro lavoro”.

All’iniziativa ha preso parte anche Yvonne Motta, componente della segreteria confederale della Cgil di Siracusa.

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