Doppia partita per il sindacato: avviate le procedure di raffreddamento con l’azienda per carichi di lavoro e indennità. Ma è rottura interna con i rappresentanti unitari: “Non andremo all’assemblea, stipendi pagati”
Alta tensione nel settore dell’igiene urbana a Siracusa. La Federazione Territoriale Igiene Ambientale dell’UGL ha proclamato ufficialmente lo stato di agitazione dei lavoratori della Tekra, la società che gestisce la raccolta rifiuti in città.
La decisione, comunicata oggi (26 novembre 2025) al Prefetto e alla Commissione di Garanzia per gli scioperi, nasce dal silenzio dell’azienda. Il sindacato lamenta di non essere stato convocato nonostante una richiesta inviata lo scorso 6 novembre. Sul tavolo ci sono questioni cruciali per i dipendenti: carichi di lavoro eccessivi, Fondo Fasda, indennità giornaliera per gli autisti e acconti sul TFR. “Qualora trascorsi i giorni previsti – si legge nella nota dell’UGL – si anticipa che questa O.S. procederà all’attuazione di sciopero”.
La spaccatura sindacale: “Niente assemblea il 29”
Ma la battaglia dell’UGL si gioca su due fronti. Se da un lato si attacca l’azienda, dall’altro si consuma uno strappo netto con la Rsu (Rappresentanza Sindacale Unitaria) interna. Con una seconda nota, infatti, l’UGL ha annunciato che i suoi dirigenti e iscritti non parteciperanno all’assemblea indetta dalla Rsu per il 29 novembre. Il motivo? Secondo il sindacato l’oggetto della riunione è ormai “privo di fondamento”, poiché la società “ha provveduto al pagamento dei salari”.
L’accusa alla Rsu: “Decisioni senza i lavoratori”
I toni si alzano ulteriormente in una lettera di diffida inviata proprio alla Rsu del cantiere Tekra. L’UGL accusa i rappresentanti di aver tenuto riunioni con l’azienda “senza avere il consenso dei lavoratori e senza essere stata effettuata un’assemblea”. L’accusa è pesante: decisioni prese nelle stanze chiuse e mancata comunicazione tramite verbali in bacheca, tenendo di fatto “all’oscuro i lavoratori”. “Diffidiamo dagli eventuali comportamenti e decisioni che saranno presi in futuro – conclude la segreteria – se peggiorativi per i lavoratori interessati”.