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“Fatti di Avola”, 57 anni dopo: Cgil, Cisl e Uil ricordano il sacrificio di Scibilia e Sigona

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Domani mattina, alle ore 9, la deposizione di una corona in contrada Chiusa di Carlo. I segretari generali rinnovano l’appello per la dignità del lavoro e i diritti dei braccianti

L’importanza della lotta sindacale, della rivendicazione dei propri diritti e la centralità del lavoro. Sono questi i temi che, a 57 anni di distanza, rendono ancora viva la memoria dei tragici “Fatti di Avola”.

Domani, 2 dicembre, Cgil, Cisl e Uil si ritroveranno uniti per commemorare l’anniversario dell’eccidio del 1968. L’appuntamento è fissato per le ore 9:00 in contrada Chiusa di Carlo, luogo simbolo della protesta e della tragedia.

Il ricordo di Scibilia e Sigona

I sindacati deporranno una corona di fiori nel punto esatto in cui morirono Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, i due braccianti caduti sotto il fuoco delle forze dell’ordine durante uno sciopero dei lavoratori agricoli della provincia di Siracusa. Un evento che ha segnato la storia d’Italia e che rappresenta ogni anno il simbolo della lotta per rivendicare un sacrosanto diritto dell’uomo: il lavoro.

I presenti alla cerimonia

Alla commemorazione saranno presenti i vertici sindacali territoriali e regionali:

  • Franco Nardi e Giovanni Migliore (segretari generali Cgil e Cisl territoriali);

  • Andrea Bottaro (segretario generale regionale Uiltec Sicilia);

  • Sergio Cutrale, Nuccio Giansiracusa e Sebastiano Di Pietro (segretari di categoria Fai, Flai e Uila).

Cgil, Cisl e Uil, insieme alle federazioni dei braccianti, rinnoveranno ad Avola l’appello affinché il sacrificio di quei lavoratori non resti mai vano e serva da monito ad assicurare la dignità e i diritti in ogni luogo di lavoro.

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