Aggiornato al 05/12/2025 - 08:46
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Sciopero al Tribunale di Siracusa: la FP Cgil denuncia rischi per l’Ufficio per il Processo

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Il personale aderisce alla mobilitazione nazionale: preoccupazioni per i contratti Pnrr in scadenza e per il futuro dell’Ufficio per il Processo

Il personale del Tribunale di Siracusa ha aderito allo sciopero proclamato oggi dalla FP Cgil per l’intero comparto della giustizia, che comprende amministrazione penitenziaria, giustizia minorile e di comunità, organizzazione giudiziaria e archivi notarili. La mobilitazione nasce da una serie di criticità che, secondo il sindacato, rischiano di compromettere gravemente il funzionamento degli uffici giudiziari.

Nella nota diffusa dalla FP Cgil si evidenzia che la legge di bilancio attualmente in discussione non prevede risorse sufficienti per la stabilizzazione dei circa 12.000 lavoratori e lavoratrici assunti con i fondi del PNRR, i cui contratti potrebbero scadere senza rinnovo. Il sindacato segnala che, senza una stabilizzazione immediata e una programmazione adeguata degli organici, interi settori della giustizia – tra cui tribunali, procure, corti d’appello e archivi – rischierebbero di tornare in condizioni di forte sofferenza, con conseguenze rilevanti sui diritti dei cittadini.

La preoccupazione maggiore riguarda l’Ufficio per il Processo, definito nella nota un modello organizzativo fondamentale per garantire la funzionalità effettiva dei tribunali, gestire lo studio dei fascicoli, predisporre atti, smaltire l’arretrato e organizzare le udienze. Attualmente l’Upp è sostenuto in gran parte da personale con contratti a termine, privi di garanzie di continuità.

Il sindacato sottolinea che i contratti PNRR avrebbero dovuto contribuire a rendere stabile questa struttura, ma l’assenza di risorse nella legge di bilancio rischia di trasformare l’Ufficio per il Processo in un “cantiere a termine”, con il rischio – si legge nella nota – di una riforma incompiuta destinata ad aggravare la crisi degli uffici giudiziari.

La FP Cgil si oppone a qualsiasi ipotesi di selezioni drastiche, trasferimenti o nuove assunzioni a termine che non garantiscano stabilità e continuità al personale. Secondo il sindacato, tali scelte costituirebbero un “gioco al ribasso” sulla qualità del lavoro e, di conseguenza, della giustizia.

Tra le richieste avanzate dalla Funzione Pubblica Cgil figurano:

  • la piena stabilizzazione di tutto il personale attualmente in servizio nell’Ufficio per il Processo;

  • lo stanziamento di risorse adeguate nella legge di bilancio 2026 per assicurare operatività e valorizzazione del personale degli uffici giudiziari;

  • investimenti strutturali su sedi, strumenti, tecnologie e organizzazione;

  • il pieno riconoscimento dei diritti e della dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, comprese condizioni di lavoro decorose, progressioni di carriera, contrattazione integrativa e stabilità.

Il sindacato ribadisce che la giustizia “non può essere un lusso per pochi” e che l’eventuale smantellamento o precarizzazione dell’Ufficio per il Processo avrebbe effetti diretti su lentezza, arretrato e inefficienze, soprattutto a danno delle fasce più fragili della popolazione.

Lo sciopero di oggi – conclude la nota firmata da Sabina Zuccaro, segretaria FP Cgil – è presentato come un passo necessario per difendere diritti, dignità del lavoro e qualità del servizio giustizia.

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