Il sindacato chiede assunzioni, riorganizzazione e investimenti strutturali. A Siracusa restano le incertezze sul nuovo ospedale
Il tema delle liste d’attesa nella sanità continua a rappresentare una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale. In un comunicato, la UGL esprime apprezzamento per le parole del ministro della Salute Schillaci, che ha richiamato la necessità di fermare pratiche considerate distorsive nella gestione dei tempi di accesso alle prestazioni sanitarie.
Secondo il sindacato, il problema delle lunghe attese è sotto gli occhi di tutti e non può più essere celato attraverso numeri ritenuti artefatti, agende formalmente libere ma prive di reali disponibilità e standard solo formali. La presa di posizione del ministro viene valutata come un passo verso maggiore trasparenza, a tutela dei cittadini e degli operatori sanitari che quotidianamente operano in condizioni difficili.
Nel comunicato, la UGL evidenzia tuttavia come la responsabilità non possa essere attribuita esclusivamente al livello centrale. Vengono segnalate gravi criticità organizzative a livello di Aziende sanitarie e Regioni, sia in termini di programmazione sia di controllo. In questo quadro, il ricorso all’intramoenia viene descritto non come una causa, ma come un sintomo di un sistema che non riesce a garantire risposte tempestive all’interno della sanità pubblica.
Il sindacato ribadisce che la riduzione delle liste d’attesa non può prescindere da investimenti strutturali sul personale, dalla valorizzazione degli operatori sanitari e da una riorganizzazione concreta dei servizi. In assenza di nuove assunzioni, del recupero delle professionalità perse e di una governance definita come seria, viene segnalato il rischio che le dichiarazioni restino tali, mentre i cittadini continuino a confrontarsi con una sanità a due velocità.
Nel documento si richiama inoltre l’attenzione sulla situazione del nuovo ospedale di Siracusa, rispetto alla quale continuano a registrarsi ritardi. I tempi di realizzazione risultano ulteriormente dilatati, con la proroga fissata al 31 dicembre 2026. Il commissario straordinario Guido Monteforte ha ottenuto l’estensione dei poteri per altri dodici mesi, finalizzata alla gestione dell’iter amministrativo e all’avvio del cantiere, ma resta aperta la questione della definizione dell’intero finanziamento.
Viene evidenziato come Siracusa resti l’unico capoluogo siciliano privo di un ospedale di recente costruzione, rendendo il nuovo presidio sanitario una priorità regionale. Attualmente si è in attesa della definizione del progetto esecutivo, con procedure pensate per superare la burocrazia ordinaria e accelerare la realizzazione dell’opera, ora proiettata verso la fine del 2026.
In conclusione, la UGL dichiara la propria disponibilità a sostenere ogni intervento che vada nella direzione della trasparenza, dell’equità e della tutela del diritto alla salute, annunciando al contempo che continuerà a denunciare le distorsioni di un sistema che, secondo quanto affermato nel comunicato, troppo spesso scarica inefficienze e responsabilità su lavoratori e pazienti.







