Il sindacato sollecita chiarezza su perimetro dell’intesa, tempi autorizzativi e ricadute occupazionali della bioraffineria
In una nota, la Segreteria Nazionale dell’UGL Chimici, Settore Energia e Petrolio, prende atto della partnership Eni–Q8 Italia per la realizzazione della nuova bioraffineria di Priolo, con una capacità indicata di 500 mila tonnellate l’anno e una flessibilità produttiva tra HVO-diesel e SAF biojet, e con l’obiettivo di completare autorizzazioni, accordi di dettaglio e lavori entro la fine del 2028, come riportato nelle comunicazioni ufficiali.
Per il sindacato, in una fase definita delicata per il polo industriale siracusano, la priorità è accompagnare l’annuncio con una gestione strutturata del processo, fondata su trasparenza, responsabilità definite e un presidio istituzionale in grado di garantire certezze alle lavoratrici, ai lavoratori e all’indotto. Da qui la richiesta di ricondurre con urgenza il confronto al MIMIT, indicato come la sede naturale del percorso, nel solco degli impegni già incardinati.
«Abbiamo preso atto della comunicazione sull’accordo tra Eni e Q8: un passaggio importante che può rafforzare il rilancio industriale di Priolo. Proprio per questo chiediamo un incontro al MIMIT per conoscere nel dettaglio la volontà e il perimetro dell’investimento da parte di Q8 e avere piena chiarezza sui contenuti dell’accordo siglato tra le aziende. Non siamo critici: siamo fiduciosi, ma un approfondimento è necessario e va fatto ripartendo da dove nasce il percorso e il protocollo, per garantire certezze su prospettive industriali e tutele per lavoratrici e lavoratori e per l’indotto», dichiarano congiuntamente Eliseo Fiorin, Segretario Nazionale dell’UGL Chimici, e Andrea Alario, Coordinatore Nazionale del Settore Energia e Petrolio.
Nel dettaglio, al tavolo richiesto al MIMIT l’UGL Chimici chiede un quadro chiaro e verificabile su: il perimetro dell’intesa Eni–Q8, con riferimento agli assetti industriali e ai contenuti operativi dell’accordo; il cronoprogramma e gli step autorizzativi, con milestone e responsabilità; gli impatti occupazionali diretti e sull’indotto, in termini di tenuta dei volumi di lavoro e continuità; l’organizzazione dei lavori e delle forniture, con le ricadute previste sulla filiera locale; gli standard di salute e sicurezza nella fase transitoria e in quella di esercizio; e gli strumenti di monitoraggio e aggiornamento periodico alle parti sociali.
Il sindacato conferma infine la disponibilità immediata al confronto con Istituzioni e Aziende, affinché la transizione annunciata per il sito di Priolo si traduca in risultati misurabili in termini di continuità produttiva, occupazione qualificata e sicurezza, con una regia istituzionale adeguata alla strategicità del sito.








