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Siracusa Capitale della Cultura 2033, Cafeo: “Puntiamo ad allargare la candidatura al Val di Noto”

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Il presidente della Fondazione traccia la road map verso il 2028: “Vogliamo essere l’unica candidatura siciliana in lizza per il titolo”

SIRACUSA – Un progetto, un percorso che nasce anche dal rapporto importante con la città. È così che Giovanni Caffeo, presidente della Fondazione Siracusa Capitale della Cultura 2033, descrive la candidatura della città aretusea al titolo europeo.

Un percorso che parte dal Comune ma coinvolge tutto il territorio

“Nasce dal rapporto importante con la città e dalla consapevolezza del ruolo che la città può svolgere nel nostro territorio e in Europa”, spiega Cafeo. “Questa è la base della candidatura che, come fin dall’inizio è stata immaginata, parte dal Comune di Siracusa ma poi coinvolge tutto il territorio, tutti i comuni della provincia che vogliono starci, perché comunque tra il capoluogo e il resto della provincia c’è un legame ed è da lì che dobbiamo partire”.

L’apertura al Val di Noto

“Come è anche vero che più si va avanti e più ci rendiamo conto che questo legame di Siracusa va anche oltre i confini della provincia”, prosegue il presidente. “Ed è per questo che abbiamo provato a coinvolgere, e sicuramente coinvolgeremo, l’organizzazione del distretto che ha la responsabilità di governare il distretto del Val di Noto: aderendo il distretto del Val di Noto, automaticamente, anche se in maniera indiretta, aderiranno anche i comuni fuori dalla provincia”.

Cafeo sottolinea come questo allargamento non sia un dettaglio marginale: “Siracusa fa anche parte del Val di Noto da un punto di vista storico, geografico e territoriale, e sono convinto che questo allargamento possa di per sé rafforzarci nei rapporti e negli eventuali contributi, magari anche nell’ingresso della Regione”.

Il lavoro sui Comuni durante l’estate

“Noi stiamo continuando questo percorso sia con i comuni del territorio: utilizzeremo questo periodo estivo per sollecitare e spiegare ai sindaci l’importanza di esserci, anche se capisco che i sindaci si sono concentrati sui problemi quotidiani, sull’estate, sulle altre iniziative”, spiega Cafeo. “L’obiettivo è essere pronti, con il rafforzamento territoriale completato prima dell’inizio delle tre tappe di avvicinamento”.

Le tre tappe: scuola, educational e fase partecipata

La prima tappa riguarda il mondo della scuola: “Settimana prossima, il 12 agosto, firmiamo il protocollo d’intesa per coinvolgere tutte le scuole, quello che di fatto rappresenterà il coinvolgimento di tutti gli attori del territorio sull’ascolto, sulle varie discipline, sulle varie tematiche”. Seguiranno poi l’educational, previsto a ottobre, e la fase partecipata di marzo, con cui la Fondazione punta “a definire la base, la forza politico-territoriale della candidatura”.

L’obiettivo: l’unica candidatura siciliana in lizza

Cafeo non nasconde l’ambizione del progetto: “L’obiettivo è entrare nella short list: Siracusa potrebbe essere l’unica siciliana in lizza per il 2033, soprattutto con questo tipo di impostazione, quindi con un allargamento fuori dalla provincia che coinvolgerebbe altre province siracusane. È una cosa su cui stiamo valutando, e ne parleremo anche con il sindaco”.

Il presidente guarda anche alla precedente esperienza di candidatura a Capitale Europea della Cultura: “Ritengo che questo sia il momento in cui possiamo fare tesoro di tutti gli errori del passato, anche rispetto alla candidatura in cui c’erano sia Siracusa che Palermo, organizzata in fretta e furia. Noi dobbiamo correre, però abbiamo una sedimentazione di riflessioni su quello che dobbiamo fare che sono sicuro ci consentirà di utilizzare al meglio questo tempo”.

Il traguardo del 2028 e le cinque finaliste italiane

“Noi ci crediamo veramente che riusciremo nel 2028 a entrare nella shortlist e a giocarci la partita con i grandi, nelle prime 5 italiane, perché ricordo che nel 2033 partecipano l’Italia e l’Olanda, quindi saranno scelte 5 shortlist italiane e 5 olandesi”, conclude Cafeo. “E ci divertiremo in questa fase a ricostruire una tela di relazioni che Siracusa già naturalmente ha, ma che cercheremo di mettere in rete”.

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