Un gruppo di fedeli è salpato da Marzamemi alla volta dell’Isola di Capo Passero per un pellegrinaggio via mare in occasione dell’Ottava dei festeggiamenti della Madonna Scala del Paradiso
Un momento di profonda devozione in occasione dell’Ottava dei festeggiamenti della Madonna Scala del Paradiso, patrona della Diocesi di Noto. Per molti fedeli e visitatori è la venerata Vergine del celebre Santuario incastonato tra le montagne, lungo la strada che da Noto sale verso Palazzolo Acreide.
Proprio per portare l’abbraccio dell’altipiano sulle acque del Mediterraneo, una piccola comitiva è salpata, per un suggestivo pellegrinaggio via mare, da Marzamemi alla volta dell’Isola di Capo Passero, luogo intriso di storia e spiritualità, per un suggestivo omaggio floreale sotto la maestosa stele votiva.
La traversata verso l’Isola e la sua storia
A guidare la piccola comitiva di pellegrini è stato padre Jan, parroco del Santuario Mariano della Scala, accompagnato da un gruppo di fedeli e promotori dell’evento. La traversata e la logistica sono state rese possibili grazie al coordinamento di Sami Burgaretta dello Yacht Club Marzamemi e alla generosa disponibilità dell’imbarcazione di Giuseppe Spagnolo. Presente all’evento anche il Barone Franzo Bruno Statella, visibilmente emozionato, in rappresentanza della proprietà dell’isolotto.
L’Isola di Capo Passero rappresenta un perno storico eccezionale: sede dell’antica Tonnara e dominata dalla celebre fortezza edificata nel 1607 sotto Filippo II di Sicilia (III di Spagna) dalla Deputazione del Regno di Sicilia e dal Senato netino.
Proprio in questo scenario sorge la stele in cemento armato con la statua mariana.
Un faro di fede dal 1959 e il legame con Karol Wojtyła
Giunti ai piedi dell’imponente stele che domina l’isolotto, si è tenuta un’intima e toccante cerimonia, culminata con l’offerta di un omaggio floreale collocato proprio sotto la statua della Vergine e la lettura di una poesia composta da Carmelo Greco.
La storia di questo monumento affonda le sue radici nel 1959, quando fu eretto in occasione del Congresso Eucaristico Nazionale di Catania, per volontà dell’allora Vescovo di Noto, Mons. Angelo Calabretta. L’intento del presule era chiaro e profetico: collocare l’immagine della Patrona per estendere la protezione ideale su tutta la diocesi (da Avola fino a Pozzallo) e da una sua punta estrema, sull’intera penisola italiana. Alla solenne benedizione parteciparono oltre 70 vescovi provenienti da tutto il mondo, tra i quali figurava un giovane Vescovo di Cracovia: Karol Wojtyła, il futuro Papa San Giovanni Paolo II.
L’opera di Mario Ferretti
La statua bronzea porta la firma dello scultore fiorentino Mario Ferretti (autore anche del San Corrado all’ingresso di Noto). Con ammirevole fedeltà filologica, Ferretti ha trasposto in scultura l’affresco dell’Eremo della Scala: la Vergine sorregge il Bambino con il globo crucigero in atto di benedire, mentre lungo le pieghe della veste sul retro è finemente scolpita la caratteristica scala.
Un’Edizione per il futuro
Questa prima e raccolta celebrazione, culminata nella preghiera e nell’offerta floreale ai piedi della stele, ha voluto essere un vero e proprio primo pellegrinaggio: un punto di partenza per riaccendere l’attenzione collettiva e istituzionale su un simbolo spirituale straordinario della Diocesi di Noto, unendo memoria storica, arte sacra e la suggestione paesaggistica dell’isola di Capo Passero.
a cura di Vincenzo Belfiore











