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Furto al museo di Messina, si allarga il fronte delle reazioni: da Auteri a Granata, fino a BCsicilia

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Furto museo Messina, Scarpinato: “Ferita per la Sicilia e per l’Italia intera. Impegno continuo per valorizzare i nostri beni culturali”

MESSINA – “Il furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare ‘Maria Accascina’ di Messina rappresenta una ferita gravissima per il patrimonio culturale siciliano e per l’intero Paese. Adesso è indispensabile recuperare al più presto le opere e accertare con assoluta chiarezza come sia stato possibile eludere i sistemi predisposti per proteggerle”. Lo dichiara il deputato regionale Carlo Auteri, intervenendo sulla sottrazione di tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio, datato 1473, e della preziosa tavoletta bifronte attribuita ad Antonello da Messina. Il furto sarebbe avvenuto nella serata del 15 agosto, dopo che gli autori sono riusciti a superare i sistemi di sicurezza del museo.

«Il furto delle opere di Antonello da Messina rappresenta una profonda ferita per la Sicilia e per l’Italia intera. Da parte del mio assessorato, del museo “Accascina” e di tutte le strutture regionali competenti c’è l’assoluta e incondizionata disponibilità a collaborare con gli inquirenti e con le forze dell’ordine, nei confronti dei quali riponiamo massima fiducia». Lo dichiara l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, intervenendo sul furto avvenuto nella serata del 15 agosto al Museo Regionale Interdisciplinare “Maria Accascina” di Messina.

“La Regione lavora incessantemente per il patrimonio culturale”

«In questi anni la Regione sta lavorando incessantemente per tutelare e rendere fruibile l’eccezionale patrimonio culturale della Sicilia», aggiunge Scarpinato. «Episodi come questo non fermeranno l’impegno di chi, ogni giorno, con sacrificio e abnegazione, è impegnato non solo a valorizzare i nostri beni culturali ma anche a riscoprire quelle tracce dell’antichità che il nostro territorio ancora custodisce».

«Il furto dei capolavori di Antonello da Messina custoditi al museo regionale “Accascina” è un atto criminale di eccezionale gravità e uno sfregio intollerabile al patrimonio culturale universale. Quelle opere non solo affondano le loro radici nella storia di Messina e della Sicilia ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e per il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti. La priorità assoluta, adesso, è ritrovarle al più presto e assicurare alla giustizia i responsabili». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.
«La Regione – aggiunge – sta già garantendo la massima collaborazione alla magistratura e alle forze dell’ordine, mettendo a disposizione ogni elemento utile per le indagini. Va chiarito che l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo hanno funzionato regolarmente. Le registrazioni video e gli altri dati acquisiti sono già al vaglio degli investigatori e potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione dei responsabili».
«Parallelamente – prosegue Schifani – è già stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati con assoluto rigore, pur nel rispetto delle garanzie del personale coinvolto. Non sarà tollerata alcuna zona d’ombra. Quei capolavori sono patrimonio di tutti e la Regione farà quanto è necessario perché tornino presto al loro posto».

 Musolino (Iv), furto opere Antonello ferita profondissima per città 

“Il clamoroso furto al MuMe è una ferita profondissima per la città di Messina e per tutta la cittadinanza. Non solo perché le opere trafugate sono di straordinario valore artistico e storico, dell’artista più importante della storia della città. Ma soprattutto perché il colpo è avvenuto nel giorno di Ferragosto, durante le celebrazioni per la Festa della Vara, alla sua centesima edizione, e volutamente svoltasi in forma sobria. La città piange ancora i suoi morti, gli ultimi quelli del disastro di Pistunina, di cui ancora non sono state ritrovate tutte le vittime. Un vero e proprio sfregio all’identità stessa di Messina e alla sua storia”. Lo dice la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato. “Il ritrovamento di due delle opere, abbandonate dai ladri, è una piccola buona notizia. Ora però occorre incrociare i dati di targhe, traghetti, voli, magari utilizzando magari l’intelligenza artificiale, tenendo conto del fatto che la Sicilia è un’isola e uno dei suoi due aeroporti principali è inutilizzabile: è necessario – aggiunge Musolino – che gli investigatori facciano tutto il possibile per ritrovare i capolavori rubati”.

Auteri: “Prima di individuare colpevoli servono accertamenti rigorosi”

“È giusto che il presidente della Regione abbia disposto un’attività ispettiva”, prosegue Auteri. “Occorre verificare le condizioni di sicurezza e conservazione delle opere, il funzionamento dei sistemi di allarme, l’organizzazione del personale e l’eventuale esistenza di responsabilità o omissioni. Prima di individuare colpevoli, però, servono fatti, accertamenti rigorosi e risposte documentate”.

Secondo il deputato, quanto accaduto deve aprire una riflessione più ampia sul modello di gestione dei luoghi della cultura siciliani: “Da anni la Sicilia paga le conseguenze della carenza di personale specializzato, del progressivo pensionamento di numerose figure dirigenziali e di scelte che non sempre hanno premiato competenza, capacità organizzativa e visione. È un problema strutturale, maturato nel tempo e che interessa musei, parchi archeologici e siti culturali in diverse aree dell’Isola”.

Auteri ricorda di avere sostenuto già nel 2023 un disegno di legge finalizzato ad aprire la gestione dei musei e dei siti archeologici anche a manager esterni qualificati, rafforzando allo stesso tempo l’autonomia finanziaria e la capacità di programmare attività e servizi. “La tutela scientifica del patrimonio deve restare affidata alle professionalità specialistiche necessarie”, afferma. “La direzione di strutture complesse, tuttavia, richiede anche competenze manageriali, capacità di pianificazione, promozione, digitalizzazione e reperimento delle risorse. Conservazione e valorizzazione non sono in contrasto: devono procedere insieme”.

Il deputato richiama anche le condizioni nelle quali versava il Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, sulle quali era intervenuto pubblicamente nel marzo 2023: “Quando denunciai lo stato del Paolo Orsi non lo feci per alimentare una polemica, ma perché uno dei musei archeologici più importanti d’Europa non poteva continuare a esprimere soltanto una minima parte del proprio potenziale. Da allora è stato avviato un percorso e alcuni passi avanti sono stati compiuti, ma resta ancora molto da fare. La stessa esigenza riguarda numerosi luoghi della cultura siciliani. Un museo non può essere considerato un deposito immobile di opere. Deve essere un luogo vivo, sicuro, accessibile e capace di raccontare la Sicilia nel mondo. Occorre superare definitivamente le rendite di posizione e passare dalle dichiarazioni alla responsabilità operativa”.

Granata: “Acquistai io quella tavoletta nel 2003, da Christie’s”

Anche Fabio Granata, presidente di Articolo 9 e già assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, interviene sulla vicenda con un ricordo personale: “Un grande dolore e una forte amarezza per ciò che è avvenuto al Museo Regionale di Messina. Si individuino subito esecutori, mandanti ed eventuali complicità ‘interne'”.

“Stanotte dal Museo di Messina hanno incredibilmente trafugato, insieme ad altre tre inestimabili opere di Antonello facenti parte del Polittico di San Gregorio, la preziosa tavoletta di Antonello da Messina che nel 2003 acquistai da assessore regionale ai Beni Culturali da Christie’s, grazie alla ‘indicazione’ sapiente di Vittorio Sgarbi”, scrive Granata. “Ci aggiudicammo l’opera per sole 220mila sterline, opera identica a quella recentemente acquistata dal Ministero per 20 milioni di euro”.

“Sono certo che l’Assessorato avvierà subito una indagine per accertare eventuali responsabilità ‘interne’ al museo, mentre confido che il Nucleo Tutela Patrimonio dell’Arma dei Carabinieri individui subito esecutori e mandanti della gravissima ferita inferta al nostro patrimonio culturale”, prosegue. “Purtroppo adesso si apriranno le insopportabili e solite lamentazioni contro l’Autonomia speciale della Sicilia sui Beni Culturali. Ma è grazie a questa Autonomia che acquistammo l’opera e grazie alla stessa che negli anni abbiamo organizzato musei, parchi archeologici, tutela e valorizzazione del patrimonio. L’Autonomia è un formidabile strumento se saputo utilizzare. Servono consapevolezza e sapienza: questa la vera partita”.

Il Consiglio regionale dei beni culturali: “Priorità assoluta il recupero delle opere”

Anche il Consiglio regionale dei beni culturali e ambientali esprime profondo sconcerto per il gravissimo furto, sottolineando come, in questo momento, la priorità assoluta sia sostenere il lavoro delle forze dell’ordine e degli investigatori affinché le opere sottratte possano essere recuperate e restituite al più presto alla collettività. Il Consiglio segue con la massima attenzione gli sviluppi delle indagini e degli accertamenti interni già avviati dalla Regione e, una volta chiarita pienamente la dinamica dell’accaduto, metterà le proprie competenze a disposizione della Presidenza e dell’Assessorato dei Beni Culturali per contribuire a rafforzare ulteriormente ogni misura di tutela, vigilanza e custodia del patrimonio culturale siciliano.

BCsicilia: due tavole ritrovate all’esterno del museo

BCsicilia esprime profondo sconcerto e viva inquietudine per il gravissimo furto avvenuto nella serata del 15 agosto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, intitolato a Maria Accascina, una delle figure più autorevoli della storiografia artistica siciliana.

Persone ancora ignote sono riuscite a introdursi nell’edificio e a sottrarre alcuni capolavori di Antonello da Messina. I responsabili hanno agito con determinazione e precisione, asportando cinque tavole appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio — due delle quali sono state successivamente ritrovate all’esterno del museo — e la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna col Bambino e il Cristo in Pietà.

“Il MuMe, per l’importanza e la ricchezza delle sue collezioni, è considerato uno dei più prestigiosi musei dell’Italia meridionale”, si legge nella nota. “Proprio per questo appare ancora più grave che sia stato possibile penetrare nell’edificio, raggiungere le opere, rimuoverle dai sistemi di protezione e allontanarsi prima dell’intervento delle forze dell’ordine. Sottrarre i capolavori di Antonello da Messina non significa soltanto privare la comunità siciliana di opere d’arte di valore inestimabile. Significa colpire la memoria storica di un’intera collettività e attentare alla sua identità, che trova nel patrimonio artistico e culturale uno dei propri elementi fondanti”.

Gli interrogativi di BCsicilia sulla catena di sicurezza

L’associazione si sofferma inoltre sulle dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, secondo cui l’allarme e il sistema di videosorveglianza del museo avrebbero funzionato regolarmente: “Se, come affermato, l’allarme e il sistema di videosorveglianza hanno funzionato regolarmente, occorre comprendere come sia stato possibile portare a termine il furto e quale anello della catena di sicurezza non abbia funzionato. Vi sono state omissioni, ritardi o responsabilità da parte del personale addetto alla custodia? Oppure sono emerse carenze più profonde nell’organizzazione complessiva della vigilanza? Sono interrogativi gravissimi ai quali è necessario dare risposte chiare e tempestive”.

BCsicilia chiede pertanto che vengano accertate, con il massimo rigore, tutte le responsabilità amministrative e penali e che siano adottati senza esitazioni i conseguenti provvedimenti. Chiede, inoltre, che venga avviata con urgenza una verifica straordinaria dei sistemi di vigilanza di tutti i musei e dei luoghi della cultura della Sicilia, per accertare l’effettiva efficacia della sorveglianza tecnica e umana e stabilire dove essa debba essere rafforzata, migliorata o profondamente riorganizzata.

“Alle autorità competenti BCsicilia rivolge infine l’appello a mettere in campo ogni risorsa investigativa possibile per recuperare nel più breve tempo le opere sottratte e assicurare alla giustizia gli autori del furto e gli eventuali mandanti”, conclude la nota. “Nessun criminale deve pensare di poter entrare in un museo siciliano, impadronirsi di capolavori che appartengono alla storia e alla memoria collettiva e allontanarsi indisturbato. Difendere il nostro patrimonio culturale significa difendere la Sicilia stessa”.

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