Biondini: “Risorse straordinarie, ma manca chi le governa”
SIRACUSA – Un anno fa il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente pubblicava un’approfondita analisi dell’economia siracusana nel decennio 2015-2025. La conclusione era sintetizzata nel paradigma della “crescita senza prosperità”: una provincia capace di produrre valore, attrarre turismo e mostrare indicatori macroeconomici apparentemente positivi, senza riuscire a trasformare questa crescita in un analogo miglioramento del benessere quotidiano delle famiglie. Il dato politico oggi è che molte delle dinamiche allora individuate continuano a manifestarsi e alcune appaiono persino aggravate.
Il primo segnale arriva dal costo della vita. Nello studio del Comitato si utilizzava una precedente rilevazione dell’Unione Nazionale Consumatori che stimava per Siracusa un aggravio di 579 euro annui per famiglia. La rilevazione Unc sui dati Istat di giugno 2026 registra invece per Siracusa un’inflazione tendenziale del 4%, tra le più elevate d’Italia, con un maggiore costo annuo stimato in 924 euro per una famiglia media. “È la conferma di una contraddizione che avevamo già evidenziato: in un territorio caratterizzato da livelli retributivi relativamente bassi, il costo della vita cresce con particolare intensità”, si legge nella nota.
Ma questo paradosso non è l’unico osservato. Siracusa è un territorio straordinariamente ricco d’acqua e contemporaneamente migliaia di cittadini, soprattutto da fine giugno, hanno vissuto e continuano a segnalare riduzioni di pressione, interruzioni e gravi difficoltà di approvvigionamento idrico. L’analisi del Comitato aveva già evidenziato un dato strutturale impressionante: una dispersione della rete idrica comunale stimata al 65,2%. L’acqua esiste, ma una rete profondamente inefficiente è, nel frattempo, collassata e ha reso difficile ed esasperante l’utilizzo di una risorsa essenziale per la qualità della vita.
Analogo ragionamento riguarda l’energia. Siracusa ospita uno dei principali poli energetici e industriali del Mediterraneo, eppure la città continua a sperimentare blackout e disservizi elettrici. Ancora una volta, la disponibilità della risorsa e la capacità produttiva del territorio non coincidono automaticamente con la qualità del servizio percepita dal cittadino.
Anche la mobilità mostra lo stesso paradosso: si riducono spazi viari e parcheggi in nome della sostenibilità senza offrire una vera alternativa all’auto. Il Tpl resta poco frequente, poco capillare e non ancora competitivo. Mancano parcheggi adeguati alle esigenze dei quartieri mentre gli stalli continuano a diminuire. Il risultato è che si riduce lo spazio per le auto senza ridurne il numero, aumentando congestione e disagi invece di migliorare la mobilità e ridurre l’inquinamento.
Poi c’è il turismo. Siracusa possiede un patrimonio Unesco, Ortigia è ormai conosciuta a livello internazionale e la presenza straniera continua a crescere. Eppure, per fare un esempio, nello stesso momento in cui si rivendica questa vocazione culturale, per oltre due mesi consecutivi uno dei luoghi simbolo del centro storico, Largo Aretusa, viene destinato a un mercatino commerciale che ne altera profondamente la fruizione: lo skyline, la spirale archimedea, le linee prospettiche verso la città e la semisfera d’acciaio lucido che richiama il genio di Archimede vengono inglobate e visivamente soffocate dalle casette di legno del mercato.
A questo quadro si aggiunge, infine, la sicurezza: mentre Siracusa si propone come destinazione culturale internazionale, una sparatoria in pieno giorno ha coinvolto due persone a bordo di un motocalessino in via Von Platen, a pochi metri da un parcheggio destinato anche ai visitatori dell’area archeologica. E pochi giorni prima un gruppo di turisti francesi era stato violentemente aggredito a piazzale Marconi da una baby gang. Episodi diversi ma che, secondo il Comitato, incidono direttamente sulla percezione di una città che vuole attrarre visitatori e, nello stesso tempo, fatica a garantire pienamente sicurezza nei suoi principali luoghi di accesso.
Tutti questi fenomeni sembrano diversi, ma hanno una radice comune, sostiene il portavoce del Comitato, Davide Biondini: “Siracusa dispone di straordinarie risorse naturali, culturali e umane ma fatica a trasformarle in benessere collettivo, poiché manca totalmente una governance che sappia orientare queste contraddizioni in una prospettiva positiva e reale, con obiettivi concreti e misurabili. È questa la vera dimensione del ‘Paradosso Siracusa’”.











