Il Dipartimento della Protezione Civile innalza il livello di allerta sulla base dei dati dell’Osservatorio Etneo dell’INGV
L’Etna entra nella fase di preallarme F1. Il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto l’innalzamento del livello di allerta per il vulcano sulla base dei dati di monitoraggio trasmessi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo.
Il passaggio al livello F1 rappresenta un segnale di particolare attenzione nell’evoluzione dell’attività vulcanica. Secondo la classificazione adottata dalla Protezione Civile, questa fase indica una alta probabilità che si verifichino fontane di lava o fenomeni eruttivi di analoga intensità.
Accesso vietato alle zone sommitali
Contestualmente all’innalzamento dell’allerta, la Protezione Civile Regionale ha disposto, in via temporanea e a scopo precauzionale, il divieto di accesso alle zone sommitali dell’Etna.
La misura è finalizzata a tutelare l’incolumità pubblica e resterà legata all’evoluzione del quadro vulcanico e alle successive valutazioni degli organi competenti.
Cosa significa il livello F1
Il livello F1 – Preallarme non equivale automaticamente all’inizio di un’eruzione, ma segnala una condizione nella quale la probabilità di un’intensificazione dell’attività vulcanica è considerata elevata.
Per questo motivo, l’innalzamento dell’allerta comporta l’adozione di misure preventive e una maggiore attenzione all’area sommitale del vulcano. L’evoluzione dell’Etna viene costantemente seguita attraverso il sistema di monitoraggio scientifico e di protezione civile.
Le autorità invitano quindi a rispettare il divieto di accesso alle zone sommitali e a seguire esclusivamente le indicazioni ufficiali diffuse dalla Protezione Civile e dagli organismi preposti al monitoraggio del vulcano.
La situazione resta sotto osservazione. I dati raccolti dall’Osservatorio Etneo dell’INGV saranno determinanti per valutare l’evoluzione dell’attività e l’eventuale necessità di modificare nuovamente il livello di allerta o le misure di sicurezza.
Per residenti, operatori e visitatori, la raccomandazione resta quella di non avvicinarsi alle aree interdette e di attenersi alle disposizioni delle autorità competenti.











