La tredicesima edizione della rassegna promossa dall’Agriturismo Stallaini porta sugli Iblei artisti da Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Canada, Corea del Sud e Giappone
Torna Lap-idèo, il festival internazionale d’arte contemporanea giunto alla tredicesima edizione, presentato ieri, martedì 18 agosto al Comune di Canicattini alla presenza del sindaco Paolo Amenta, della giunta comunale, delle organizzatrici Loredana La Bianca Sarcià e Manuela Sarcià, e di una rappresentanza degli artisti coinvolti, arrivati da diverse regioni italiane e da Francia, Regno Unito, Germania, Canada, Corea del Sud e Giappone.
Il sindaco Amenta, anche presidente regionale di Anci Sicilia, ha sottolineato il valore che la manifestazione riesce a dare al territorio ibleo. “Quello che stiamo attuando è un progetto che supera i confini amministrativi e dà valore all’intero territorio ibleo e al sud est siciliano attraverso la bellezza, l’arte, la cultura e, naturalmente, l’accoglienza e la solidarietà”, ha dichiarato il primo cittadino, ricordando come Canicattini si trovi al centro di un’area riconosciuta patrimonio dell’umanità, tra Pantalica, Siracusa, Noto, Palazzolo e la stessa Cava Grande del Cassibile, diventata negli anni luogo di residenza e lavoro per artisti provenienti dai paesi dell’Unione europea e dalle Americhe.
Il festival è nato nel 2014 dalla passione per l’arte della famiglia Sarcià e della scultrice canadese Suzanne Cloutier, con l’obiettivo di costruire un dialogo tra arte, natura e memoria dei luoghi. Da allora è cresciuto fino a diventare una galleria diffusa che ogni anno accoglie artisti innamorati della luce e degli spazi degli Iblei. Loredana La Bianca Sarcià ha ripercorso il cammino della rassegna, che nel corso delle edizioni ha ospitato installazioni, performance ed esposizioni, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale siciliano e alla costruzione di una rete artistica internazionale fondata su scambio e sperimentazione.
Il filo conduttore scelto per questa edizione è la Madreperla, come ha spiegato Manuela Sarcià nel presentare il tema. L’immagine richiama il processo attraverso cui la perla si forma quando un corpo estraneo entra nella conchiglia, che non lo respinge ma lo avvolge e lo trasforma in qualcosa di nuovo, in un parallelo con l’arte che nasce dal métissage e dall’incontro tra identità diverse.
Fino al 30 agosto gli spazi di Stallaini ospiteranno creativi provenienti da Quebec, Argentina, Corea del Sud, Giappone, Francia, Germania, Regno Unito e Italia. Non mancano le proposte pensate per i più piccoli, con laboratori in programma sabato 22 agosto alle 17.30, realizzati con il sostegno della Biblioteca comunale di Canicattini e di Siracusa Città Educativa. Durante la presentazione è stato ricordato anche l’apporto di Matteo Di Franca, giovane presidente della Consulta comunale giovanile di Siracusa e dell’ufficio Siracusa Città Educativa, scomparso a 24 anni lo scorso luglio.
La chiusura del festival e l’esposizione finale dei lavori sono fissate per domenica 30 agosto alle 18.30. Tra gli artisti presenti a questa edizione figurano, oltre a Suzanne Cloutier, anche Martin Aubin, Alison Shanks, Laetitia Gardies, Dominique Gautier, Gianni Andolina, Alvice Cartelli, Alice Tarascio, Luciano Zapata, Salvatore Pirruccio, Dominella Santoro, Rita Giliberto, Paolo Caldarella, Giuseppe Parisi, Matteo Cavarra, Totò Melita, Lorenza Tiralongo, Haein Jeong, Stefanie Wermeling, Mina Lou e Shiori Ota.











