Aggiornato al 06/02/2026 - 16:19
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Iniziativa

Noto, Casa di reclusione: presentato il progetto di reinserimento lavorativo per detenuti

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L’organizzazione sindacale Osapp illustra l’iniziativa “Rerum Natura”. Coinvolti 190 volontari

Un progetto di reinserimento lavorativo dei detenuti attraverso attività sul territorio. Si chiama “Rerum Natura, la carovana di Iaso” l’iniziativa presentata oggi nella casa di reclusione di Noto e illustrata dal direttore dell’istituto, Andrea Calareso, alla presenza delle autorità locali, delle forze dell’ordine e delle associazioni del territorio.

All’incontro hanno partecipato il vescovo, il prefetto, il questore, i rappresentanti delle forze armate e di polizia, carabinieri, finanza, polizia stradale, aeronautica, i sindaci di Noto, Avola e Rosolini, la direttrice del servizio esecutivo penale esterno, le associazioni locali, il garante dei detenuti e le cooperative esterne.

Il progetto crea condizioni di reinserimento legate al trattamento lavorativo come elemento di riqualificazione sociale tra detenuti e territorio. Si tratta di un intervento su base volontaria che consente ai detenuti di lavorare esternamente all’istituto penitenziario in modo volontario, senza oneri a carico dei richiedenti.

Le possibili iniziative comprendono la riqualificazione del verde pubblico, la pulizia delle spiagge, la formazione dei detenuti per dare informazioni turistiche e la manutenzione ordinaria di edifici pubblici, sia comunali che delle forze dell’ordine. Tutte le attività saranno gratuite. La casa di reclusione di Noto ospita detenuti con specifiche lavorative all’avanguardia, che già operano su base volontaria e gratuita. L’iniziativa ha il doppio scopo di avvicinare il detenuto alla società civile, considerando non solo la detenzione come afflizione della libertà personale, ma come momento di rivalsa sociale a beneficio della comunità.

«Come Osapp – ha dichiarato il segretario provinciale Giuseppe Argentino – condividiamo tale progetto perché questo serve a decongestionare l’istituto penitenziario ed abbassare lo stress psicofisico dei detenuti che, volente o nolente si determina nella limitazione della libertà personale».

L’organizzazione sindacale ha chiesto al direttore dove poter collocare i detenuti che aderiranno al progetto. Calareso ha specificato che quando il progetto entrerà nella fase esecutiva, coinvolgerà l’ufficio per definire l’organizzazione del lavoro rispetto alle nuove prospettive di ubicazione di tali detenuti in qualche sezione separata, con annessa riorganizzazione del lavoro del personale di Polizia Penitenziaria.

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