Aggiornato al 05/02/2026 - 18:48
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L'intervento

Scerra (M5S) incalza Musumeci: “Siamo tutti di Niscemi. Stop burocrazia per aiuti, usate i soldi del Ponte”

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Richiesta dal Deputato siracusano la sospensione immediata di tasse e bollette. “Noi abbiamo già donato un milione. Il Governo rinunci all’opera irrealizzabile e metta in sicurezza il territorio”

“Siamo tutti cittadini di Niscemi”. Inizia con un richiamo all’unità e alla solidarietà nazionale l’intervento alla Camera del parlamentare del Movimento 5 Stelle, Filippo Scerra. Durante l’audizione del ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, il deputato siracusano ha portato in aula il dramma della popolazione colpita dal Ciclone Harry e dal conseguente dissesto idrogeologico.

Scerra ha chiesto al Governo un cambio di passo immediato, lontano dalla propaganda e vicino ai bisogni reali. «Li dobbiamo supportare in tutti i modi – ha incalzato il deputato –. Serve un accesso semplificato agli indennizzi, senza troppe scartoffie e moduli da burocrati. Nessuna famiglia deve rimanere senza casa». La richiesta del M5S è precisa: oltre agli aiuti per la ricostruzione, serve una moratoria economica immediata. «Insieme ai mutui, si sospendano affitti, tasse e bollette. Il governo si attivi immediatamente».

Il passaggio più politico dell’intervento riguarda la destinazione delle risorse pubbliche. Scerra contrappone l’emergenza attuale alle grandi opere previste dall’esecutivo. «Rinunci il Governo ad impegnare miliardi di euro per un’opera propagandistica e irrealizzabile come il Ponte sullo Stretto di Messina – ha tuonato Scerra – e metta quelle somme a disposizione delle popolazioni colpite dal maltempo di Sicilia, Calabria e Sardegna».

Secondo il parlamentare, la priorità assoluta deve essere un programma serio contro il dissesto idrogeologico, per evitare che tragedie simili si ripetano.

Infine, Scerra ha ricordato l’impegno diretto dei rappresentanti eletti del Movimento 5 Stelle, che hanno già donato un milione di euro a Niscemi e alle altre popolazioni colpite dal ciclone, come gesto concreto di vicinanza che va oltre le parole.

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