Zappulla e Landro esprimono preoccupazioni su occupazione, bonifiche e assenza di un vero piano industriale per l’area siracusana
Sinistra Futura interviene sul futuro dell’area industriale di Priolo e sulla realizzazione della bioraffineria, definita un elemento positivo ma non sufficiente a garantire una reale prospettiva industriale e occupazionale per il territorio. A firmare la nota sono Pippo Zappulla, coordinatore regionale di Sinistra Futura Sicilia, e Antonino Landro, coordinatore provinciale di Sinistra Futura Siracusa.
Nel documento si sottolinea come, sin dall’inizio, il progetto della bioraffineria di Priolo sia stato valutato favorevolmente per la capacità di intercettare il mercato dei biocarburanti. Anche l’ingresso di Q8 viene indicato come una notizia rilevante. Tuttavia, secondo Sinistra Futura, presentare la sola bioraffineria come un nuovo modello industriale rappresenterebbe un’interpretazione non rispondente alla realtà.
La nota evidenzia come l’area industriale siracusana, che complessivamente conta oltre 10 mila addetti tra lavoratori diretti, indotto e servizi collegati, non possa trovare una prospettiva solida in un impianto che, anche nelle ipotesi più favorevoli, potrebbe occupare circa mille addetti tra diretti e indotto. Da qui la critica a una narrazione che non terrebbe conto delle reali dimensioni del tessuto produttivo locale.
Sinistra Futura richiama più volte gli annunci sul presunto nuovo modello industriale fondato su un polo energetico di valenza nazionale, sottolineando come questo obiettivo possa essere raggiunto solo attraverso un piano concreto di bonifiche, risanamento ambientale e investimenti pubblici e privati capaci di trasformare l’area dal vecchio assetto industriale a un polo energetico strategico per il Paese. Secondo la nota, solo un simile progetto potrebbe garantire sostenibilità ambientale e adeguate tutele economiche e occupazionali.
Nel testo vengono inoltre elencate le criticità attuali: la chiusura della chimica, la crisi dell’Isab, l’incertezza sull’Ias e le difficoltà della Sasol. In questo contesto, Sinistra Futura parla di un graduale disimpegno dell’Eni e dell’assenza di un vero progetto industriale da parte del Governo nazionale, nel silenzio della Regione.
Riguardo alla sinergia tra Eni e Q8, la nota ribadisce che si tratta di un fatto importante, auspicando però che tale collaborazione possa aggiungere e non sostituire una presenza industriale significativa nella provincia di Siracusa. Vengono poste domande sul soggetto che gestirà la realizzazione della bioraffineria, sul ruolo delle imprese locali e sul numero di lavoratori coinvolti, con particolare attenzione all’occupazione siracusana e siciliana.
Secondo Sinistra Futura, su questi aspetti permangono dichiarazioni ritenute generiche e prive di certezze. Per questo il movimento afferma di non voler aderire a posizioni considerate conformiste e chiede chiarezza sul futuro dell’area industriale siracusana, sui progetti, sui tempi e sulle risorse pubbliche e private disponibili. In assenza di questi elementi, la bioraffineria viene definita una risposta positiva ma parziale, un tassello di un mosaico che, senza una visione complessiva, rischierebbe di non reggere.







