L’opposizione insorge sulla procedura semplificata: “Si vuole evitare il parere completo del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici su sismicità e costi”
Il Governo accelera e blinda la “grande opera”. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina, contenente disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.
L’obiettivo dell’esecutivo è chiaro: superare l’impasse generata dai rilievi della Corte dei Conti. I magistrati contabili avevano infatti evidenziato criticità procedurali e la necessità di un pieno allineamento alle normative europee. Con questo provvedimento, Palazzo Chigi integra la documentazione, risponde alle osservazioni della magistratura e punta a rafforzare la legittimità dell’iter per consentire, finalmente, la ripresa della fase operativa dei cantieri.
Se il Governo parla di “allineamento”, le opposizioni gridano allo scandalo. A guidare la protesta è Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, che accusa direttamente il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di aver inserito una norma “trucco”. “Siamo alle solite furbizie – tuona Bonelli –. Con l’approvazione del decreto, Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLLPP), limitando il parere alla sola relazione della società progettista”.
Secondo l’esponente dei Verdi, la norma proposta prevede che il massimo organo tecnico dello Stato esprima un parere solo su profili specifici, basandosi sul fatto che nel lontano 1997 si fosse già espresso su un progetto di massima. “È bene ricordare – spiega Bonelli – che quel parere del ’97 si limitava a dire che il progetto poteva essere sviluppato. Al CSLLPP deve essere richiesto un parere sull’intero progetto definitivo, visto che non ha esaminato neanche il preliminare del 2003”. L’accusa finale è pesante: “Salvini continua in questa follia su un progetto che presenta gravi carenze, come dimostrano le prove non eseguite sulle trincee sismiche. Di fronte alle emergenze dell’Italia, si pensa a sperperare 14 miliardi di euro“.







