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Da Furore a Tattoo, il sogno americano che si consuma

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Due romanzi del Novecento raccontano l’America di oggi attraverso Steinbeck e Thompson

Viviamo in un tempo di nebbie. Nebbie politiche, culturali, morali. Viviamo giorni di violenza e di sangue. Accade in tutto il mondo: a Gaza come in Iran, in Ucraina come negli Stati Uniti.

L’America, paese che ha costruito il proprio mito sul sogno del successo, mostra oggi un volto sempre più contraddittorio: un paese che promette libertà e produce esclusione, che proclama diritti e pratica violenza anche contro i propri cittadini. Il sogno si è incrinato, il mito ha perso consistenza.

Eppure questa crisi non è nuova. A raccontarla, con lucidità e anticipo, è stata la grande letteratura americana. John Steinbeck ed Earl Thompson, figli di quel continente amato e odiato, hanno descritto un’America ai margini della società: povera, umiliata dai meccanismi del capitalismo e del consumismo, illusa da promesse non mantenute, capace di misurare il valore degli uomini e delle donne solo attraverso la loro capacità di adattarsi e sopravvivere.

Furore e Tattoo sono due grandi romanzi che, pur raccontando il passato, parlano con sorprendente chiarezza al presente. Entrambi fotografano la stessa America in due momenti diversi del Novecento, ma con una visione comune: il sogno americano non crolla all’improvviso, si sgretola lentamente, lasciando dietro di sé povertà, solitudine, violenza e esseri umani privati della propria dignità. Ne emerge un’America ostile ai propri figli come al resto del mondo.

L’America secondo Steinbeck.

In Furore, Steinbeck racconta la storia della famiglia Joad, espropriata dei propri terreni in nome del progresso tecnologico e della produttività, a vantaggio del capitale e a discapito dei lavoratori. Costretti ad abbandonare la loro terra, i Joad intraprendono un lungo viaggio verso la California, animati dalla speranza di una vita più dignitosa.

Ma le promesse si infrangono chilometro dopo chilometro. Il sogno si dissolve nel contatto con lo sfruttamento, la fame, la precarietà. Furore è un romanzo fatto di corpi stanchi, di sudore, di malattia, di miseria. È un romanzo corale che oppone alla logica dell’individualismo la dignità della solidarietà. Un libro che ferisce il lettore perché mostra senza filtri la fragilità di chi è stato escluso dal sistema.

Tattoo: il figlio ribelle di Furore.

Grande ammiratore di Steinbeck, Earl Thompson pubblica nel 1974 il suo secondo romanzo, Tattoo, figlio di Furore. Se Steinbeck racconta la Grande Depressione, Thompson mette in scena l’America del dopoguerra.

Protagonista è Jack, alter ego dell’autore: un ragazzo cresciuto nella povertà del Kansas, abbandonato dalla madre e allevato dai nonni. Jack è intelligente e inquieto, cerca in ogni modo un riscatto sociale: tenta la carriera militare, viaggia, lavora, prova a costruirsi una famiglia. Ma non riesce a conformarsi al modello imposto dalla società.

La verità che emerge è brutale: se lavori esisti, se non produci sei nulla; se nasci povero, resti povero. L’America di Thompson appare più violenta, più maschilista, più esplicitamente cinica. Tattoo è un romanzo senza filtri, dal linguaggio crudo ed erotico, insieme poetico e spietato. È un romanzo individuale, ma non meno cinico di Furore.

Leggere per resistere.

L’America che conosciamo oggi sembra confermare queste visioni. È un paese sempre più aggressivo verso l’esterno e verso i propri cittadini, convinto di poter imporre la propria volontà senza limiti. È la stessa America raccontata da Steinbeck e Thompson, solo più armata, più sola, più smarrita.

Oggi Furore e Tattoo possono essere letti come manuali per comprendere il presente. Non offrono soluzioni, ma producono consapevolezza. In mezzo a questa nebbia di odio, leggere questi romanzi diventa un atto di resistenza. Non salveranno il mondo, ma insegnano a guardare la brutalità e il dolore senza negarlo, trovando nel linguaggio letterario una forma di verità e di bellezza.

 

a cura di Corrado Raudino 

I libri:

Autore: John Steinbeck

Titolo: Furore

Editore: Bompiani

Traduzione: Sergio Claudio Perroni

pagg. 656

euro 18

Autore: Earl Thompson

 

Titolo: Tattoo

Editore: Gramma Feltrinelli

Traduzione: Tommaso Pincio

pagg. 768

euro 25

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