Palazzolo Acreide, Young & Forever young – Luca Granato, Eric Silverio e Ruslan Shegai regalano grandi emozioni con le loro opere

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Ospiti a San Sebastiano Contemporary /Casa Bramante

Si è conclusa con grande partecipazione la seconda residenza negli spazi espositivi della galleria San Sebastiano Contemporary / Casa Bramante con gli artisti Luca Granato (Cosenza), studente all’Accademia di belle Arti di Catanzaro; Eric Silverio (Lussemburgo) e Ruslan Shegai (Kazakistan) studenti all’Accademia di belle Arti di Siracusa hanno condiviso atmosfere, luoghi e creatività per due settimane. All’Open Studio che si tenuto sabato 24 anche l’artista Giulia Gastoldi (Bariano/Bg), studentessa all’accademia di belle Arti di Milano.  Il progetto “Young & Forever Young”, patrocinato dall’assessorato alla Cultura di Palazzolo Acreide, e  inserito nella ricca programmazione culturale di “Palazzolo è” ha coinvolto ancora una volta amanti dell’arte, addetti ai lavori, curiosi ma soprattutto ha dato vita ancora una volta al confronto e alla crescita personale di chi crede nell’arte e fa di essa la linfa della propria vita.

Le opere d’arte non si spiegano, si vivono, si respirano e si interpretano in base alla propria sensibilità. I tre artisti si sono mossi in base alla propria predisposizione utilizzando la cifra stilistica a loro più vicina. Luca Granato legato alla materia tessile ha dato vita al progetto “Parlavi d’amore”. Spaziando dal video alla fotografia, dalla pittura alle installazioni racconta l’intimità delle relazioni consumate dal tempo come gli stracci divenuti sudari dei ricordi logori. Ruslan Shegai dà vita attraverso la china alle emozioni e i piensieri che gli suscitano i ricordi di Astana, sua città natìa. Pensa l’inverno, alla neve, ai pensieri che induce e a come tutto quel freddo diventi però caldo nel suo cuore e nella sua memoria. Eric Silverio attraverso un lavoro fotografico dà voce alla transitorietà con l’opera “Cenere alla cenere”. Nasce come una prima espressione visiva del progetto documentario in corso sulla vita dopo la morte. Un lavoro surreale che sovrappone più immagini e che fa riflettere sulla caducità del tempo, della vita. I ritratti dei defunti anch’essi subiscono un decadimento e si mostra insieme alla bellezza dei motivi che dalle immagini emergono. L’opera in mostra di Giulia Castoldi fa parte di un’ampia serie di stampe, sviluppata a partire dalla tecnica dell’assemblage, al fine di creare continui spazi in divenire in una linea del tempo. In questa disordinata cronologia, viene ricostruita una geografia di vita.

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