Siracusa verso le amministrative, Giancarlo Garozzo pronto a scendere in campo a sostegno di una coalizione civica per la città

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C’è fermento nella politica siracusana, per le prossime elezioni amministrative. Centrodestra e centrosinistra provano a trovare intese al loro interno ma le coalizioni sono ancora in alto mare.

Anzi, sono talmente in alto mare che molto probabilmente quelle del 2023 saranno le prime elezioni amministrative in cui vedremo scomparire definitivamente le categorie storiche di destra e sinistra, all’insegna di un civismo “spinto” circondato di buone intenzioni, spirito di servizio e tante altre bellissime parole delle quali però, parafrasando un famoso proverbio, “è lastricata la via per l’inferno”.

Poiché però i siracusani di “inferno” per le strade, in tutti i sensi, ne hanno abbastanza, l’auspicio è che messe da parte ambizioni personali e moti d’orgoglio, si lavori a due o più progetti seri e credibili, destinati a cambiare, finalmente, la città di Siracusa.

Da una parte abbiamo dunque l’attuale centrodestra, all’inseguimento della chimera Titti Bufardeci ma che non perde occasioni per far valere i vari distinguo all’interno della coalizione, come successo recentemente in Fratelli d’Italia; le divisioni tuttavia non sono certo una prerogativa del partito meloniano, basti pensare alle “due leghe” di Vinciullo e Cafeo.

Dall’altra il solito caos del centrosinistra, con le mille anime del PD, i deputati eletti che vanno per al loro strada e gli organi di partito, non si sa bene se ancora in carica o meno, che si parlano praticamente soltanto a colpi di comunicati stampa. Senza dimenticare la tenue consistenza di Lealtà e Condivisione, area politica che si regge in sostanza sulla grande forza di volontà del buon Carlo Gradenigo e poco altro.

In mezzo i 5Stelle di lotta e di governo, un movimento che sembra puntare più sulle battaglie ideali che sulle questioni ordinarie nell’amministrazione cittadina, prova ne sono i tanti, troppi flop dei sindaci pentastellati in giro per l’Italia.

Il ritorno dello Jedi

In questo contesto indefinito e in continuo movimento, spicca per attività la figura di Giancarlo Garozzo, già sindaco di Siracusa nonché “talent scout”, poi pentito, dell’attuale sindaco in carica Francesco Italia. Ci perdoneranno i lettori il riferimento un po’ nerd alla saga di Star Wars, ma per chi ha vissuto in pieno gli anni della sindacatura Garozzo, la sensazione era davvero quella di lottare contro l’Impero…

Giancarlo Garozzo, da più parti si vocifera di “grandi manovre” da parte sua per le prossime elezioni amministrative, cosa bolle in pentola?

Nessun mistero, stiamo lavorando, con chi ci vuole stare, per mettere in campo una coalizione civica per la città, con esponenti autorevoli e stimati sia nel loro ambito lavorativo sia ad esempio nel mondo dell’associazionismo o nel volontariato, apprezzati e sostenuti trasversalmente dalla politica, insomma una squadra al servizio autentico della città.

Non si tratterà per caso di una sorta di pseudo-Ulivo che va da un estremo all’altro nato con il solo obiettivo di sconfiggere il sindaco in carica?

Ma assolutamente no! L’idea di base è la condivisione di una linea programmatica ben definita, con al centro il futuro di Siracusa e il benessere dei suoi cittadini. Non la ricerca del consenso ad ogni costo dunque, ma una proposta politica seria e soprattutto credibile, in grado di dare risposte nel medio e lungo termine.

I cittadini, in generale, hanno perso fiducia nella politica, lo dimostrano anche i dati di affluenza elettorale degli ultimi anni. Come pensate di riconquistare almeno parte di questa fiducia?

L’ho già accennato prima, con la credibilità e la serietà della proposta in primis, affiancati dall’autorevolezza del candidato o della candidata scelta insieme per governare i prossimi 5 anni. Non vedrete mai, nel nostro programma, proposte irrealizzabili o slogan populistici e di facile appeal, perché anteporremo serietà e credibilità a tutto il resto.

Lei ha sostenuto che la ricandidatura di Francesco Italia non sia poi così certa; ragionando per assurdo, in caso di un passo indietro del sindaco la federazione tra Azione e Italia Viva che esiste a livello nazionale potrebbe tornare in campo anche per le amministrative?

Potrebbe, a condizione però che questo passo indietro non avvenga troppo tardi, ossia quando la coalizione civica a cui stiamo lavorando avesse già trovato la quadra sia sui programmi sia sul candidato a sindaco. 

L’ultima domanda è quella forse più scontata: se non come sindaco, possiamo immaginare un Giancarlo Garozzo che torni con qualche ruolo di primo piano parte attiva nella politica cittadina?

La premessa sempre valida è che in realtà, al momento, sto bene come sto! Tuttavia, se la mia eventuale discesa in campo fosse necessaria per sbloccare l’accettazione di una candidatura condivisa, allora sarei disposto a mettermi in gioco nuovamente in prima persona.

Quale consiglio si sentirebbe di dare ai siracusani in chiusura?

Il mio consiglio è di dedicare la massima attenzione ai programmi prima di scegliere a chi affidare il proprio futuro per i prossimi 5 anni, perché è da lì che si può comprendere l’autenticità e la serietà di una proposta politica.

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