Aggiornato al 05/09/2025 - 13:03
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Scontro su TMB di Melilli, tra accuse e presunti ripensamenti: confronto oggi in Consiglio Comunale

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Sindaco scrive a SRR: “Se inquina fatelo altrove”. Annino (FdI) contesta iter e acquisizioni terreni. Consiglio comunale oggi alle 17

Dall’articolo del Fatto Quotidiano alla diretta di spiegazioni con la promessa di eventuali dimissioni in caso di dichiarazioni mendaci, non è un momento facile per Melilli e in particolare per il suo primo cittadino, Giuseppe Carta, deputato regionale di Grande Sicilia e presidente della Commissione Territorio e Ambiente all’ARS.

La diretta di Antonio Annino (FdI): “Vicenda TMB solleva interrogativi”

A fare da contraltare alla narrazione del sindaco Carta è la dura analisi di Antonio Annino, esponente di Fratelli d’Italia, che smentisce quella che definisce una “favola” attraverso una puntuale ricostruzione basata su atti pubblici e delibere. Secondo Annino, la vicenda è tutt’altro che trasparente e solleva legittimi interrogativi.

Il primo punto critico, sottolinea Annino, risale alla delibera di giunta del 18 aprile 2024, con cui fu approvato il progetto preliminare del TMB. Una seduta in cui, nota, il sindaco Carta risultava assente. Eppure, sostiene Annino, il progetto era già inserito nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche e, soprattutto, la delibera n. 152 di quell’anno conteneva già la “dichiarazione di pubblica utilità” per i terreni che sarebbero poi stati acquisiti dal nipote del primo cittadino.

Un altro snodo fondamentale, secondo la ricostruzione di Annino, è l’acquisto avvenuto a novembre 2024 di un lotto da circa 100.000 metri quadrati, proveniente dall’asta giudiziaria della società “Costruzioni Sud”. L’operazione, precisa, non fu effettuata da un singolo, ma da una “compagine” composta da due figure politicamente vicine all’amministrazione: il nipote diretto del sindaco e il fratello dell’assessore comunale Caruso. Un dettaglio che contrasta con le iniziali dichiarazioni del sindaco, che aveva prima negato e poi minimizzato il coinvolgimento di un parente, descritto come un generico “imprenditore”.

Le discrepanze su aree e fondi per gli espropri

Tra gli elementi più controversi evidenziati da Annino, spicca la discrepanza sulle superfici. “Se l’impianto necessita di circa 100.000 metri quadrati, perché l’avviso pubblico del 16 maggio 2025 per la manifestazione di interesse fa riferimento a soli 20.000 metri quadrati?” si chiede. Una domanda che, a suo dire, trova una possibile risposta nel fatto che proprio quei 20.000 metri quadrati corrispondono a quelli acquisiti dalla coppia nipote di Carta-fratello di Caruso.

Anche sul tema degli espropri, la versione di Annino si scontra con quella del sindaco. Sebbene Carta affermi che non siano stati avviati procedimenti, il dirigente meloniano sostiene che i terreni mancanti per completare l’area necessaria all’impianto verranno acquisiti utilizzando i fondi europei di Coesione 2021–2027, gli stessi destinati alla costruzione del TMB. “Una gestione – commenta Annino – che lascia ampi dubbi sul reale controllo dell’iter e sull’uso delle risorse pubbliche”.

Infine, Annino solleva quella che definisce la questione più preoccupante: la totale assenza di un piano gestionale dell’impianto. Mentre l’amministrazione ne decanta i benefici, mancherebbero evidenze tecniche su chi gestirà il TMB, con quali fondi e, soprattutto, con quali garanzie ambientali, dato che il progetto richiederà complesse procedure di autorizzazione come la Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

La vicesindaco Elia sul TMB: “Nessun conflitto di interessi, operazione trasparente per chiudere con le discariche”

Con un lungo e appassionato intervento in diretta sui canali social, la vicesindaco di Melilli, Cristina Elia, ha risposto punto su punto alle polemiche sorte negli ultimi giorni riguardo al progetto per la realizzazione di un impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) nel territorio comunale. Elia ha difeso con forza l’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Carta, respingendo fermamente le accuse di conflitto di interessi e definendo il progetto “una soluzione avanzata per migliorare la gestione dei rifiuti e ridurre l’impronta ecologica dell’area”.

“Basta con le discariche, questa è la soluzione”

L’intervento della vicesindaco si è aperto con un riferimento diretto alle critiche circolate online, in particolare all’espressione “sistema Carta”, da lei definita un tentativo di “strumentalizzare e gettare ombre” sull’amministrazione. Elia ha subito chiarito la natura del progetto, mostrando documenti e delibere per comprovarne la trasparenza.

“Questo impianto – ha spiegato, leggendo da una relazione tecnica – mira a ottimizzare la gestione dei rifiuti post-raccolta differenziata, contribuendo a una notevole riduzione del volume dei rifiuti e dei costi di trasporto”. Ha sottolineato come il TMB proposto sia di “nuova concezione”, progettato per trasformare la frazione non riciclabile in Combustibile Solido Secondario (CSS), “una risorsa energetica alternativa che si allinea alle politiche di economia circolare”. L’obiettivo finale, ha ribadito più volte, è quello di arrivare alla chiusura definitiva delle discariche. “Abbiamo già bonificato cinque discariche”, ha ricordato, presentando il TMB come il passo successivo per risolvere il problema dei rifiuti.

La ricostruzione dell’iter e le accuse di conflitto di interessi

Mostrando una mappa, la vicesindaco ha ripercorso l’iter amministrativo, partendo dalla delibera del 18 aprile 2024 che individuava una “macro area” nel comparto industriale ASI, fino a quella del 22 gennaio 2025 che approvava il progetto di fattibilità con l’individuazione delle particelle.

Il punto centrale del suo intervento è stato la confutazione delle accuse di un presunto conflitto di interessi legato a un parente del sindaco. Elia ha precisato che un nipote del sindaco, insieme ad altri soci, ha partecipato a un’asta pubblica per l’acquisto di terreni di una società in liquidazione, la “Costruzioni Sud SpA”. Tuttavia, ha chiarito con fermezza: “Ancor prima dell’aggiudicazione e del decreto di trasferimento, i soci avevano già stabilito quali particelle sarebbero spettate a ciascuno. Le porzioni di terreno destinate al parente del sindaco per suoi investimenti personali non sono quelle interessate dal progetto del TMB. Lo ha dichiarato prima e lo ha ribadito l’8 agosto, prima che scoppiasse questa polemica”.

L’attacco al competitor politico

La seconda parte dell’intervento ha assunto toni più marcatamente politici. La vicesindaco si è rivolta direttamente al suo avversario, Antonio Annino, accusandolo di aver avviato un “gioco al massacro” e di fare una “politica giurassica” basata su attacchi personali anziché sulla collaborazione costruttiva. “Mi sarei aspettata che un giovane impegnato in politica si avvicinasse per collaborare alla crescita del paese, non per gettare fango”, ha affermato, elencando i successi dell’amministrazione, dalla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale alla promozione turistica attraverso eventi sportivi nazionali, fino all’erogazione di borse di studio.

In chiusura, Elia ha riaffermato la totale trasparenza dell’operato dell’amministrazione e ha concluso con una citazione storica attribuita ai De’ Medici, trasformandola in un messaggio politico: “Dica pur chi mal dir vuole. Noi faremo e voi direte”. La vicesindaco ha infine dato appuntamento al prossimo Consiglio Comunale per ulteriori chiarimenti sulla vicenda.

Le ultime ore: Carta scrive alla SRR: “Se il TMB è inquinante, allora fatelo da un’altra parte. Non rispondo ai portaborse”

Nelle ultime ore è stata resa nota una lettera del sindaco Carta alla SRR ATO e ai sindaci della provincia, considerata come una sorta di “passo indietro”, in cui di fatto si ammetterebbe il potenziale pericoloso dal punto di vista ambientale dell’impianto TMB, proponendone una ricollocazione altrove. Ma anche questa interpretazione, secondo Carta, sarebbe frutto di manipolazione politica.
Intervistato alla radio su FM Italia questa mattina infatti, il primo cittadino di Melilli ha prima lanciato una frecciata ad Antonio Annino (“Non rispondo ai portaborse”) e poi spiegato che la lettera inviata all’SRR (Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti) non deve essere vista come un passo indietro, ma come una mossa strategica per smascherare le contraddizioni degli avversari. “Visto che c’è una parte politica che dice che l’impianto inquina, allora che se lo facessero da un’altra parte”, ha affermato provocatoriamente. L’obiettivo, ha spiegato, è rendere chiaro ai cittadini le conseguenze di un eventuale blocco del progetto a Melilli: “Se non si realizzasse, per i cittadini della provincia di Siracusa vorrà dire raddoppiare o triplicare il costo della TARI”.

Il sindaco ha ribadito la sua visione di un impianto a gestione pubblica, che tratti solo il secco non riciclabile per produrre energia, in linea con le direttive europee e nazionali. “La Corte dei Conti bacchetta tutti e dice che gli impianti si devono fare pubblici”, ha aggiunto, accusando i suoi oppositori di favorire invece gli interessi privati.

L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 17 nell’aula consiliare di Melilli.

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