Aggiornato al 25/10/2025 - 13:35
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Consiglio aperto

Depuratore IAS, l’uso civile unica strada, Salvo Cavarra: “Salverebbe ambiente e 60 posti di lavoro”

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Consiglio comunale unito sulla proposta di convogliare i reflui urbani. Appello alla Regione. Cavarra: “Impianto in salute, è la strada più concreta”

Il futuro del depuratore IAS (Industria Acque Siracusane) torna al centro del dibattito politico e cittadino. L’ipotesi di un utilizzo civile dell’impianto, convogliando i reflui di Siracusa, Floridia e Solarino (e potenzialmente anche Augusta), emerge come “l’unica strada concreta” per garantire la tutela ambientale, salvaguardare 60 posti di lavoro e assicurare una depurazione efficace ed economica per il Porto Grande.

A rilanciare con forza questa prospettiva è Salvo Cavarra, già assessore all’igiene pubblica del Comune, all’indomani del Consiglio comunale convocato proprio su questo tema.

L’Amministratore Giudiziario conferma: “IAS in salute e capiente”

Durante l’assise civica, l’amministratore giudiziario dell’IAS, rispondendo a specifiche domande del consigliere Simone Ricupero, ha fornito rassicurazioni cruciali:

  • L’impianto IAS gode di un ottimo stato di salute (sia dal punto di vista dei bilanci che della manutenzione).
  • È da subito in grado di garantire un’ottima capienza e qualità di depurazione per i reflui civili.
  • Potrebbe sostenere i costi della canalizzazione, recuperandoli sulla tariffa dilazionata, rappresentando una soluzione “vantaggiosa e a basso costo” per il Comune.

Queste affermazioni, sottolinea Cavarra, smentiscono “tutte le notizie errate su IAS”.

“Difendere l’impianto per tutelare le famiglie e il territorio”

“Oggi, alla luce della situazione reale dell’impianto e del progressivo disimpegno dei grandi utenti industriali, la strada più concreta resta quella di un utilizzo civile”, afferma Cavarra. Questo tutelerebbe anche “i piccoli utenti dell’indotto industriale che così non rischierebbero di rimanere senza depurazione, con conseguente pericolo per il territorio”.

“Difendere l’impianto IAS significa difendere 60 famiglie, la dignità del lavoro e il diritto di un intero territorio a credere ancora nel proprio futuro”, prosegue l’ex assessore.

Appello alla Regione: “Avanti o volete continuare a dormire?”

Cavarra elogia l’unità d’intenti emersa dal Consiglio Comunale (“Finalmente dalla parte dei cittadini, ha piantato un piccolo seme”), ma critica aspramente l’assenza della deputazione regionale al dibattito.

L’appello finale è quindi rivolto al Governo Regionale: “Dall’assise di ieri è stato sancito un punto importante: ora spetta alla Regione innaffiarlo e farlo crescere. Vogliamo andare avanti o la Regione vuole continuare a dormire?”.

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