Aggiornato al 25/10/2025 - 13:50
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IAS, il PD chiede chiarezza: “Chi paga? Chi gestisce? Sindaco assente su un tema cruciale”

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Dopo il Consiglio comunale, i dem pongono domande su costi e gestione. “Basta annunci, servono atti concreti. Assenze pesanti di maggioranza e Sindaco Italia”

Liberare il Porto Grande dai reflui è un obiettivo condivisibile, ma servono scelte chiare, responsabilità istituzionali e risposte concrete sul futuro del depuratore IAS. È questa la posizione netta espressa dal gruppo consiliare del Partito Democratico al termine del Consiglio comunale dedicato all’impianto, svoltosi ieri.

Assenze “che pesano e parlano da sole”

Il PD sottolinea la presenza in aula del deputato Tiziano Spada, del sindaco di Floridia Marco Carianni, dell’on. Filippo Scerra e (in video) del sen. Antonio Nicita. Ma evidenzia soprattutto le assenze: “Assenti invece tutti gli altri: i deputati di maggioranza, a Roma e a Palermo, e il sindaco di Siracusa. Assenze che pesano e che parlano da sole”.

Le domande chiave: costi, gestione, manutenzione

Davanti a una sala con lavoratori, sindacati (presente anche Confindustria con il presidente Reale) e l’amministratore di IAS, il PD ha ribadito che l’impianto consortile è un “nodo strategico” dichiarato anche di “rilevanza nazionale”. Ma prima di decidere il suo futuro, servono risposte precise:

  • Chi pagherà i costi di gestione e adeguamento?
  • Chi interverrà per la manutenzione delle condotte?
  • Chi guiderà il nuovo corso dell’IAS?

“Senza chiarezza su questi punti, qualsiasi ipotesi di soluzione rischia di restare solo sulla carta”, afferma il PD.

Critiche ad Aretusacque e alla frammentazione

Il partito critica le dichiarazioni di Aretusacque, che “annuncia di volersi occupare del problema, ma alle parole non fa seguire atti formali”. Preoccupa inoltre che il bando per il servizio idrico integrato abbia “escluso l’impianto IAS, rendendo oggi tutto più difficile”.

Viene bocciata l’idea di depuratori comunali singoli: “Pensare che ogni comune possa costruire un proprio depuratore significa negare la logica di sistema, sperperare denaro pubblico e rinunciare a una visione d’insieme”. Si suggerisce invece una rivalutazione della scelta di Augusta, che dovrebbe integrarsi con IAS.

Appello a Regione e Sindaci, stoccata a Italia

La salvaguardia dei 60 posti di lavoro e la gestione della risorsa acqua (anche quella depurata da riutilizzare) devono essere priorità. Per il PD, la Regione Siciliana “deve assumersi la responsabilità politica e finanziaria”, garantendo un “presidio pubblico sui controlli e sulla gestione”.

L’appello finale è rivolto all’Assemblea dei Sindaci e alla deputazione, affinché si assumano “la responsabilità politica di questo percorso, che richiede immediatezza e chiarezza”. Non manca una dura stoccata al primo cittadino: “Avremmo voluto consegnarla al Sindaco del Comune capoluogo ma, come in tutte le occasioni che richiedono serietà e responsabilità, lui è sempre da un’altra parte. In una vicenda in cui Siracusa dovrà avere un peso e una responsabilità, ancora una volta il Sindaco è assente”.

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