Regionali, Alicata (FI): “Centrodestra unito, ma Musumeci faccia un passo indietro”

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Il commissario provinciale di FI spera nell’election day e nella candidatura della Prestigiacomo

Mentre il centrosinistra lavora alle alleanze per le politiche e fa i conti con l’incertezza sullo schieramento alle elezioni regionali, il centrodestra siciliano cerca di trovare la quadra sul candidato presidente. Negli ultimi giorni, si è inasprito il confronto tra il commissario regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, e gli esponenti del partito del presidente Nello Musumeci. Le schermaglie con Diventerà Bellissima si sono estese anche a Fratelli d’Italia, unica forza della coalizione a sostenere la ricandidatura del governatore uscente. A breve, le varie forze dello schieramento di centrodestra dovranno arrivare a un nome condiviso, che difficilmente dunque sarà quello di Musumeci, come vorrebbe Giorgia Meloni, e che invece potrebbe essere quello della deputata ed ex ministra forzista, Stefania Prestigiacomo.

Degli scenari elettorali del centrodestra, parla il commissario provinciale di Forza Italia, Bruno Alicata, il quale, intervistato da SiracusaPress, smentisce subito l’esistenza di tensioni tra i partiti più grossi della coalizione: “Per quelle che sono le mie conoscenze, non vi è alcuna tensione tra FI e FdI. Anzi, c’è molta coesione, soprattutto rispetto alle divisioni che si stanno vivendo nell’altro campo, come dimostra il caso di Melilli, dove il PD si è spaccato. La nostra è una coalizione abbastanza solida e unita. Per quel che riguarda la vicenda siciliana, c’è solo da verificare la possibilità di un passo indietro da parte di Musumeci, dal momento che non c’è accordo tra le forze del centrodestra nel voler riconfermare il presidente uscente e si va invece verso altre candidature unitarie. A tal proposito, a Siracusa sappiamo bene cosa vorremmo che si verificasse. Credo e spero, infatti, che nelle prossime ore, nei prossimi giorni, saranno sciolte le riserve sulla figura di Stefania Prestigiacomo”.

Per l’esponente provinciale di Forza Italia, diventa fondamentale che il presidente Musumeci si dimetta, consentendo così l’election day, ossia l’accorpamento del voto delle regionali con quello delle politiche, il 25 settembre: “Secondo me non si può fare diversamente. Per due motivi. Per prima cosa, perché non si possono chiamare i siciliani al voto per due volte nell’arco di un mese e mezzo, sarebbe poco rispettoso. In secondo luogo, perché conviene al centro destra anche da un punto di vista strategico, in quanto da qui a 50 giorni il centrosinistra non riuscirebbe a superare le divisioni e ricompattarsi, mentre votando a novembre non è detto che non ritrovi unità, anche in base a quello che potrebbe accadere alle politiche. Se fossi Musumeci, uscirei dai calcoli egoistici per consentire alla coalizione di esprimersi al meglio. Se non dovesse dimettersi impedendo l’election day, i siciliani non gradirebbero. Musumeci deve dar prova della statura umana e politica di cui lui è indubbiamente dotato e fare un passo indietro, perché favorirebbe la vittoria del centrodestra in Sicilia e soprattutto alle elezioni politiche”.

Un pensiero che è in linea con quanto espresso, in modo ancora più netto nelle ultime settimane, dal commissario regionale di FI, Gianfranco Miccichè: L’opinione di Miccichè su Musumeci– continua Alicatanon è una novità degli ultimi giorni. Va ricordato che lo stesso Musumeci cinque anni fa aveva più volte dichiarato (e io non ci avevo creduto) che quella sarebbe stata la sua ultima candidatura e che dopo questa legislatura non si sarebbe più candidato. Il problema, a mio avviso, non è dunque l’opinione di Miccichè, che è nota e che viene espressa con il temperamento del commissario. Il problema piuttosto è che il presidente Musumeci è sostenuto solo ed esclusivamente da FdI. Se in una coalizione è solo uno il partito che ti appoggia e se il commissario di quella che ancora oggi è la prima forza in Sicilia sostiene che ci sono stati dei limiti nell’azione non solo amministrativa, ma anche nei rapporti con gli alleati, e in ciò viene suffragato dagli altri partiti della coalizione (che magari parlano meno di Miccichè), devi trarne le conseguenze e non perdere altro tempo”.

Infine, un messaggio anche agli alleati: “Non bisogna inoltre dimenticare – conclude Alicata – che si voterà anche nel Lazio e in Lombardia, e FdI, per quanto secondo i sondaggi navighi a vele spiegate verso il successo, non credo che possa pretendere la candidatura sia nel Lazio che in Sicilia. Ma di questo ne stanno parlando a Roma”.

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