Il segretario Andrea Bottaro analizza il 2025: “Fragilità strutturali esplose”. Luci e ombre: Sonatrach tiene, ma preoccupa l’indotto e il caso depuratore Ias. L’appello alla politica e l’autocritica al sindacato: “Basta melina”
Un anno spartiacque, difficile, che ha messo a nudo tutte le fragilità del colosso d’argilla. È un bilancio a tinte fosche quello tracciato dalla Uiltec Siracusa e dal suo segretario generale, Andrea Bottaro, guardando al 2025 che sta per chiudersi. Dodici mesi in cui sono esplose le criticità latenti delle grandi aziende del polo petrolchimico, rivelando incertezze strategiche e una preoccupante assenza di visione complessiva.
Ecco l’analisi dettagliata, azienda per azienda, e le prospettive per il 2026.
Il quadro delle grandi aziende: tra chiusure e ristrutturazioni
Il report del sindacato fotografa una situazione a macchia di leopardo, dove le difficoltà superano nettamente le note positive.
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ISAB e il debito: La raffineria ha fatto ricorso alla procedura di composizione negoziata del debito, svelando un assetto societario poco solido. Per la Uiltec è indispensabile l’intervento del Governo, anche tramite Golden Power. La speranza è affidata al 2026: i dati economici attesi dovrebbero consentire la chiusura della procedura debitoria.
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Versalis (Eni): La fine di un’era. Dopo 40 anni si sono fermati gli impianti di etilene e aromatici. Il protocollo del 10 marzo avvia la transizione verso la bioraffineria e il riciclo chimico, ma la gestione della fase transitoria si preannuncia complessa.
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Sasol: È la nota più dolente. Fermato l’impianto paraffine e in stop anche il PACOL HF, con 65 esuberi dichiarati. La gestione sociale è stata complicata dal rigetto della cassa integrazione da parte dell’INPS, nonostante l’accordo sindacale. Resta l’allarme per la mancanza di prospettive industriali.
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Sonatrach: Unica eccezione positiva. La solidità della proprietà ha garantito marcia costante e buoni risultati produttivi, rendendola l’unica realtà a non risentire della crisi generale.
Il nodo IAS e il sistema idrico
Non c’è pace per il depuratore consortile IAS. Il 2025 non ha portato la definizione attesa: il disinteresse della Regione e la confusione sul servizio idrico integrato hanno generato uno scaricabarile dannoso. «Il tempo scorre, la data del distacco delle grandi aziende si avvicina e i 37 lavoratori rimasti non hanno certezze», denuncia Bottaro. L’unica nota lieta arriva dai tribunali: l’incidente probatorio ha chiarito l’infondatezza del presunto disastro ambientale, riabilitando l’operato dei lavoratori.
Sul fronte del servizio idrico provinciale (Aretusacque), tutto tace: costituito il soggetto aggiudicatario, ma il servizio non è mai partito, lasciando i lavoratori in un limbo pericoloso.
L’autocritica sindacale: “Basta melina”
Bottaro non risparmia stoccate alla stessa azione sindacale locale, definendo il 2025 un anno di “difesa dell’esistente” ma non positivo in termini di strategia. «Le differenze di vedute e la mancanza di slancio hanno impedito al sindacato di giocare un ruolo da protagonista ‘in attacco’ – ammette il segretario Uiltec –. Il galleggiamento e la melina rischiano di avere un costo altissimo».
L’appello per il 2026
La conclusione è un monito alla politica e alle parti sociali. Per evitare che Siracusa resti “in coda alle classifiche del Paese”, la Uiltec chiede di abbandonare le logiche di spartizione politica e di piccolo cabotaggio. Serve un cambio di passo, un confronto vero e uno scatto d’orgoglio per restituire dignità al lavoro industriale e salvare un indotto ormai schiacciato dall’incertezza.