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L'intervista

Forza Italia compie 32 anni, Stefania Prestigiacomo: “Resta punto di riferimento credibile dei moderati”

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Si sono da poco celebrati i 32 anni dalla nascita di Forza Italia. Tra i protagonisti di allora una siracusana, Stefania Prestigiacomo, a cui abbiamo fatto qualche domanda

D: Onorevole Stefania Prestigiacomo, sono passati 32 anni dalla famosa “discesa in campo”, cosa ricorda di quel periodo?

R: “Ricordo tutto: la passione di un impegno nuovo, l’emozione di entrare giovanissima in Parlamento, la voglia di cambiare ma anche, comprensibilmente, il timore di sbagliare. Non immaginavo allora che la politica avrebbe avuto tanto spazio e tanto peso nella mia vita”.

D: Forza Italia ha attraversato da protagonista, in maggioranza o all’opposizione, alcuni dei momenti più delicati del nostro Paese, con l’ambizione di rappresentare una sorta di “approdo sicuro” per i moderati. Dall’alto della sua autorevole esperienza di dirigente e istituzionale, qual è stato secondo lei, se c’è stato, un momento “spartiacque” per il partito?

R: “Se devo pensare ad uno spartiacque mi viene in mente inevitabilmente il momento in cui è venuta meno la guida del Presidente Berlusconi. Io credo che Forza Italia abbia cambiato la politica italiana, l’abbia modernizzata, abbia posto in primo piano il rapporto dell’elettore con il leader. Berlusconi è stato il primo in Italia ad avere parlato direttamente agli italiani ad aver cercato un rapporto di fiducia personale con gli elettori. Ovviamente se manca la guida carismatica occorre ricostruire il rapporto con gli elettori su basi diverse. E’ questa, credo, la fase che sta vivendo Forza Italia. Ma va detto che la davano tutti per morta, destinata a scomparire dalla vita politica nazionale e invece è ancora in campo e contribuisce al governo del paese”.

3) I dati elettorali degli ultimi anni sono sconfortanti, specie se guardiamo al tasso di astensione, in inesorabile e costante crescita. Considerate le percentuali di astensionismo e la generale disillusione verso l’attuale classe politica, secondo lei oggi i moderati si sentono ancora rappresentati da Forza Italia o sono in cerca di un altro contenitore, magari con volti e idee nuove?

R: “L’alto tasso di astensionismo ci accomuna a quasi tutti i paesi occidentali e credo che in Italia abbia contribuito a questo fenomeno una certa “antipolitica” che ha avuto e ha tanto spazio. Io credo sia una deriva pericolosa. Se viene meno la partecipazione si apre la porta ad avventure illiberali.
Il centro è affollato e mancando un leader forte e carismatico come Berlusconi ci sono tanti “pretendenti”. Ma credo che Forza Italia sia ancora il punto di riferimento più credibile per i moderati”.

D: L’ultima domanda riguarda la politica locale ed è forse una piccola provocazione: da più parti si parla dell’idea di un sindaco donna per il dopo-Italia a Siracusa. Se una coalizione di “volenterosi” le chiedesse la sua personale discesa in campo per la città, accetterebbe di candidarsi come sindaca di Siracusa? Se sì, quali sarebbero le sue condizioni?

R: “Mi onora che qualcuno pensi a me come possibile sindaco della mia città. Mi è stato già proposto in passato e ne sono stata lusingata. Non ritengo possibile un mio impegno, ma credo che una stagione di “buona politica” che metta al servizio della città “laicamente” le migliori intelligenze sarebbe opportuna, anzi necessaria”.

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