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Federparchi Sicilia, no all’impianto rifiuti vicino Cava Grande

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NOTO – Un impianto per il recupero e lo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi a poche centinaia di metri dalla Riserva naturale orientata di Cava Grande del Cassibile. È l’allarme lanciato da Marco Mastriani, coordinatore regionale di Federparchi Sicilia, che chiede alla Regione di fermare l’iter e rafforzare le tutele dell’area.

“Il un ricorso al Tar stato vinto dalla società che vuole avviare in quell’area l’impianto di smaltimento – ha specificato Mastriani -. La Regione siciliana ha concesso questa proroga, e credo che la vera responsabilità non sia attribuibile alla società privata che sta portando avanti il progetto ma piuttosto è la l’amministrazione regionale che dovrebbe impedire la realizzazione di una discarica a ridosso di una riserva naturale. Si tratta di una vera e propria follia. La Regione avrebbe dovuto chiedere la valutazione di incidenza ambientale, non l’ha chiesta. e Il parere che società ha presentato risale al 2010, ma sono passati 16 anni, nel frattempo è subentrato il piano pesistico e quell’area è posta in tutela assoluta”.

Per la precisione secondo Mastriani, mentre prosegue il percorso per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei – rilanciato anche da una recente sentenza del Tar Sicilia che impone la chiusura della fase di intesa entro 180 giorni – la Regione avrebbe autorizzato l’avvio dei lavori dell’impianto in contrada Stallaini, nel territorio di Noto.

L’area interessata si trova a ridosso della Riserva di Cava Grande del Cassibile e di due siti della rete europea Natura 2000, in una zona che, secondo Federparchi, presenta particolari fragilità dal punto di vista ambientale e idrogeologico.

Il progetto prevede la realizzazione di cinque vasche per una capacità complessiva di circa 614 mila metri cubi. Una delle vasche sarà destinata al conferimento di rifiuti contenenti cemento-amianto, mentre le altre ospiteranno rifiuti speciali non pericolosi e non putrescibili.

L’autorizzazione originaria risale al 2012. Negli anni successivi il progetto è rimasto fermo per vicende amministrative, fino alla proroga della validità del provvedimento di compatibilità ambientale, concessa nel 2025 a seguito di una sentenza del Tar Sicilia.

Federparchi evidenzia inoltre che, nel frattempo, è stato definitivamente approvato il Piano paesaggistico della Sicilia e ricorda come un primo parere della Commissione tecnica specialistica della Regione, nel 2023, avesse espresso valutazioni negative richiamando le criticità idrologiche e ambientali dell’area. Tra le perplessità sollevate anche l’esclusione del progetto dalla procedura di Valutazione d’incidenza ambientale, nonostante la vicinanza ai siti Natura 2000 e alla riserva naturale.

«Da oltre vent’anni – conclude il coordinatore regionale di Federparchi Sicilia – lavoriamo per l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei. Un impianto di questo tipo è incompatibile con la vocazione naturalistica, culturale e di turismo sostenibile di un’area di straordinario valore ambientale come Cava Grande del Cassibile».

Mstriani rivolge quindi un appello alla Regione Siciliana e ai sindaci dei Comuni interessati, chiedendo che vengano adottati «i massimi livelli di tutela previsti dalla legge» per salvaguardare la riserva naturale e le risorse idriche del territorio.

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