Aggiornato al 30/12/2025 - 12:32
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CGIL, la relazione 2025 del segretario Nardi: “Territorio vive emergenza sociale e occupazionale”

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Il segretario dei lavoratori ha analizzato la questione territoriale in merito a calo demografico, occupazione, edilizia e politiche industriali

“Il 2025 si chiude lasciandoci davanti un quadro complesso, fatto di fragilità strutturali ma anche di potenzialità che, se ben governate, possono ancora garantire futuro e spessore al lavoro nella nostra provincia”. A sottolinearlo è Franco Nardi, segretario generale della CGIL Siracusa eletto a settembre, nella sua prima relazione di fine anno. “In questo percorso di analisi e confronto è fondamentale richiamare i dati oggettivi che abbiamo a disposizione e che restituiscono un’immagine più chiara dei limiti e dei punti di forza del nostro territorio: il recente rendiconto economico-sociale dell’Inps, ad esempio, ci restituisce una fotografia dura della realtà siracusana e dietro quei numeri, noi di CGIL, leggiamo storie di lavoratori spesso precari, famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, giovani costretti a partire, pensionati che vivono con assegni troppo bassi”.

CALO DELLE NASCITE

Sulla questione demografica a Siracusa, il segretario ribadisce come “il calo delle nascite, non compensato dai flussi migratori, si intreccia con un fenomeno ancora più grave: la fuoriuscita di giovani, lavoratrici e lavoratori in cerca di un futuro che qui non trovano. È un’emorragia silenziosa che svuota le comunità e impoverisce il tessuto sociale ed economico, nonostante le grandi potenzialità del territorio. Ciò che manca è un progetto di sviluppo sostenibile e inclusivo, fondato sul lavoro stabile e tutelato”.

OCCUPAZIONE

Nardi fa anche un’analisi sul piano occupazionale, considerando come il saldo tra assunzioni e cessazioni sia positivo, ma allo stesso modo sia in crescita il lavoro a tempo determinato, il part-time involontario e la discontinuità. “Il tasso di occupazione aumenta ma resta sotto il 50%, meno della metà della popolazione in età lavorativa ha un impiego. Aumentano le domande di NASpI e il ricorso alle misure di sostegno al reddito. Le retribuzioni medie giornaliere sono inferiori alla media nazionale, con un divario particolarmente marcato per le donne. Tutto questo ci parla di una struttura produttiva fragile, che genera lavoro povero, poco sicuro e di bassa qualità”.

POLO INDUSTRIALE

Il nodo centrale resta il polo industriale di Siracusa, ancora cuore produttivo della Sicilia orientale: nella relazione si ricorda come il 96% delle rinfuse liquide movimentate nel porto di Augusta sia legato alle attività del polo industriale. Nell’area operano quotidianamente circa 8.000 addetti tra lavoratori diretti, indotto e servizi portuali, a cui si aggiungono migliaia di lavoratori dei trasporti e delle manutenzioni.

“Il polo vive un passaggio decisivo della sua storia: trasformazione o dismissione – aggiunge Nardi -. La decisione di ENI Versalis di cessare la chimica di base a Priolo ha cambiato radicalmente lo scenario. L’investimento annunciato per una bioraffineria e un impianto di riciclo chimico della plastica è un segnale importante, ma rischia di restare un’operazione isolata se non inserita in una strategia industriale complessiva. Gli impianti esistenti non possono essere semplicemente riconvertiti: serve una trasformazione capace di coniugare sostenibilità ambientale, continuità produttiva e tutela occupazionale”.

“Oggi manca una vera politica industriale nazionale e regionale, e di certo non si può lasciare il futuro del polo nelle mani di multinazionali e fondi finanziari, più attenti ai mercati che al territorio. Il caso Sasol, con la riduzione della capacità produttiva e lo stop di alcune linee, lo dimostra chiaramente. Anche gli investimenti di Sonatrach e ISAB in efficientamento e riduzione delle emissioni di CO₂, pur positivi, non mettono al riparo dal rischio di una progressiva riduzione occupazionale”.

Con lo sciopero generale del 12 dicembre, la Cgil ha voluto richiamare con forza la necessità di vere politiche industriali per i settori manifatturieri e dei servizi, capaci di innovare il sistema produttivo, governare la transizione ambientale e digitale, difendere l’occupazione, qualificare la formazione e creare nuovo lavoro stabile e di qualità. A peggiorare il quadro – secondo il sindacato – c’è il nodo dell’impianto di depurazione IAS, con gravi ricadute ambientali e occupazionali. “L’obbligo per le grandi aziende di staccarsi dall’impianto entro il 2026, costruendo depuratori autonomi, rischia di produrre effetti devastanti: perdita di posti di lavoro, frammentazione del sistema di depurazione e il pericolo di scarichi nel porto di Augusta, già fortemente compromesso da fondali contaminati. Noi riteniamo che l’IAS debba essere salvaguardato e inserito in un progetto organico di depurazione dell’intera provincia. Anche qui emerge una grave assenza di visione da parte della politica regionale”.

EDILIZIA

Anche il settore dell’edilizia è attraversato da segnali allarmanti: “Dopo una fase espansiva legata al Superbonus e al PNRR, oggi l’edilizia rischia un brusco arresto. Il 31 agosto 2026 si esauriranno le risorse del PNRR e né il Governo nazionale né quello regionale hanno previsto misure di sostegno. Il calo degli incentivi e il caro-materiali colpiscono soprattutto le piccole e medie imprese”

Dal comparto dell’istruzione e della ricerca arriva un’altra denuncia forte. La FLC CGIL non ha firmato il CCNL “Istruzione e Ricerca” 2022-2024, motivando la scelta con le retribuzioni insufficienti, dal mancato recupero dell’inflazione e dalla scarsa valorizzazione professionale. Il contratto non compensa la perdita di circa due terzi del potere d’acquisto subita nel triennio. La FLC CGIL chiede che le trattative per il prossimo triennio si aprano tempestivamente, con risorse adeguate all’inflazione e stanziamenti capaci di valorizzare la professionalità di chi lavora in scuole, università, enti di ricerca, accademie e conservatori.

Anche la Fp CGIL nazionale non ha sottoscritto il rinnovo del CCNL Funzioni Locali 2022-2024 perché la proposta contrattuale è stata giudicata inaccettabile. Il 2025 è stato anche un anno di mobilitazione sindacale a dimostrazione di un disagio sociale che cresce e chiede risposte anche sui temi della sanità e del welfare in generale.

SANITÀ PUBBLICA

La sanità pubblica resta uno dei punti più critici per la CGIL: “Liste d’attesa insostenibili, strutture inadeguate, ritardi nella realizzazione del nuovo ospedale e uno stato di avanzamento del PNRR fortemente preoccupante. La Missione 6 – Salute del PNRR registra un forte ritardo nella spesa e nell’attuazione degli interventi, nonostante le ingenti risorse stanziate per il rafforzamento della sanità territoriale. Secondo i dati riportati, l’avanzamento finanziario resta ancora molto contenuto rispetto agli obiettivi programmati, con criticità evidenti nella realizzazione di Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali. In molti casi i cantieri non risultano avviati o procedono a rilento, mettendo a rischio il rispetto delle scadenze fissate dall’Unione europea. Preoccupa anche la carenza di personale sanitario necessario a rendere operative le nuove strutture. Sul piano previdenziale e del welfare, i dati INPS parlano chiaro: troppe pensioni di importo molto basso, spesso sotto la soglia di povertà. Dietro quei numeri ci sono lavoratori che hanno speso una vita nei cantieri, nelle fabbriche, nei campi”.

“Non si è così distanti dal dichiarare che il territorio è segnato da una vera emergenza sociale e occupazionale. Infatti, non c’è settore, dal metalmeccanico all’amministrativo che non conosca sofferenza. Il tasso di povertà è aumentato del 10%, mentre si sono ridotti in modo significativo gli ammortizzatori sociali e sono aumentate le restrizioni ai sostegni, come il reddito di cittadinanza. E se è vero che i dati sull’occupazione risultano formalmente positivi, è ancora più vero che si tratta di lavoro povero, un’occupazione che in molti casi non consente di uscire dalla fascia di povertà.

L’aumento di situazioni di disagio economico – a detta del segretario generale – determina spesso l’accrescimento di episodi di criminalità. “Il senatore del Partito Democratico Antonio Nicita ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sollevando la questione della presunta recrudescenza della criminalità a Siracusa in seguito a recenti episodi intimidatori contro attività commerciali, Nicita ha chiesto al Governo di fornire informazioni sullo stato della sicurezza e di considerare un rafforzamento del controllo del territorio. Concludendo questo 2025, rinnoviamo un impegno chiaro: difendere il lavoro, governare le transizioni, garantire diritti e futuro alla provincia di Siracusa. I numeri non sono neutri: sono la misura della giustizia sociale. Il nostro sindacato continuerà a vigilare, a proporre e a denunciare quando necessario”.

VERSO IL 2026

Il 2026 per il sindacato dei lavoratori sarà segnato dal referendum costituzionale sulla Magistratura, per cui è stato presentato a Roma il Comitato “Società Civile per il NO al Referendum costituzionale” attraverso lo slogan “Vota NO per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia”. “Anche il 2026 dovrà quindi essere l’anno delle scelte, e noi saremo presenti, come sempre, dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori” conclude Nardi.

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