Stamattina il presidio ai cancelli dello stabilimento guidato dai vertici regionali e provinciali del sindacato. Dure accuse all’azienda: “Vogliono il silenzio, otterranno rumore: la verità non si può licenziare”
“La verità non si può licenziare”. È questo lo slogan che ha accompagnato il presidio di protesta svoltosi questa mattina, 12 gennaio 2026, davanti ai cancelli dello stabilimento Sasol Italy di Augusta. Lavoratori e vertici sindacali dell’UGL si sono riuniti per chiedere con forza la revoca immediata del licenziamento irrogato al Segretario Territoriale UGL Chimici, Angelo Ierna.
A guidare la manifestazione erano presenti il Segretario Regionale Carmelo Giuffrida, il Segretario UT-UGL Siracusa Antonino Galioto, insieme ai segretari territoriali Paolo Iacono (Igiene ambientale) e Salvo Abramo (Mare e Porti).
Per l’UGL Siracusa non si tratta di un semplice provvedimento disciplinare, ma di un “gravissimo attacco alla libertà sindacale”. Il sindacato ha dettagliato le ragioni della protesta, puntando il dito contro tre presunte violazioni commesse dall’azienda:
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Ritorsione contro il Whistleblowing: Secondo l’UGL, Ierna è stato licenziato a seguito delle segnalazioni inoltrate agli organi di controllo etico e alla piattaforma internazionale di Whistleblowing. Tale atto configurerebbe una violazione del D.Lgs. 24/2023 e delle stesse policy Sasol.
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Sicurezza e turni massacranti: Il sindacalista sarebbe stato colpito per aver detto “NO” a turni di lavoro di 16 ore, considerati un rischio per la salute dei dipendenti e per la sicurezza del sito industriale.
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Il paradosso della Cassa Integrazione: Viene contestato l’uso della Cassa Integrazione in contemporanea a richieste massive di straordinario forzato.
Durante il sit-in, una delegazione dei Segretari UGL ha incontrato il management locale chiedendo la revoca del provvedimento in autotutela. La linea del sindacato è intransigente: la sanzione espulsiva è ritenuta “palesemente sproporzionata” e costruita per colpire un sindacalista scomodo. «Qualora l’azienda non dovesse procedere al reintegro – annuncia l’UGL – verranno attivate immediatamente le sedi giudiziarie per ottenere la nullità del licenziamento e il risarcimento dei danni».
La chiosa dei rappresentanti sindacali è un avvertimento chiaro: «Vogliono il silenzio, otterranno il nostro rumore».