Da quasi 20 anni si attende l’attuazione della legge del 2007 che istituisce l’area protetta. Mastriani: “inaccettabile che una legge nazionale rimanga inapplicata per vent’anni”
Una legge dello Stato ignorata da quasi vent’anni e un territorio di inestimabile valore lasciato in balia dell’immobilismo. L’Ente Fauna Siciliana ha deciso di dire basta ai ritardi sull’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei, spostando la battaglia dai tavoli politici alle aule dei tribunali.
L’istituzione del Parco, prevista fin dal 2007 (art. 26, comma 4 septies del d.l. n. 159/2007), è rimasta lettera morta a causa dei continui rinvii da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della Regione Siciliana. Un silenzio amministrativo che ha spinto l’Ente a presentare un formale ricorso.
Il primo passo legale è stato mosso dinanzi al TAR del Lazio, al fine di chiedere la conclusione forzata del procedimento istitutivo. Con l’ordinanza n. 3202/2026, i giudici amministrativi romani hanno stabilito un principio tecnico fondamentale sul riparto delle competenze.
Il Tribunale ha chiarito che, anche nei giudizi sul “silenzio” (ovvero le omissioni) della Pubblica Amministrazione, il giudice territorialmente competente a dichiarare l’obbligo di provvedere è lo stesso che giudicherebbe il provvedimento finale. In sintesi: un eventuale comportamento omissivo delle amministrazioni in questo caso va affrontato dinanzi al TAR Sicilia. Forte di questa pronuncia chiarificatrice, l’Ente Fauna Siciliana ha già annunciato che procederà in tal senso.
L’amarezza per i ritardi istituzionali si mescola alla preoccupazione per le sorti del territorio nelle parole di Marco Mastriani, Consigliere regionale dell’Ente Fauna Siciliana.
«Un altro passo avanti è stato fatto, ma purtroppo ancora una volta, quello che non riesce a fare la politica, lo faranno i tribunali. È inaccettabile che una legge nazionale rimanga inapplicata per vent’anni, con l’aggravante che ogni giorno il territorio ibleo viene colonizzato e aggredito con assurdi progetti che ne stravolgono la bellezza e l’identità».
Mastriani ribadisce la necessità di difendere la vocazione del sud-est siciliano, puntando su un modello di sviluppo sano:
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Promozione dell’ecoturismo;
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Sostegno alle comunità locali e alle imprese artigiane;
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Tutela dell’agricoltura e della zootecnia di qualità;
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Sviluppo del settore alberghiero ed extralberghiero.
L’istituzione del Parco non è vista solo come un vincolo ambientale, ma come un volano di sviluppo economico e sociale, in scia a modelli virtuosi e storici come il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise o il Parco del Gran Paradiso.
A sottolinearlo è Corrado Bianca, Segretario regionale dell’Ente Fauna Siciliana:
«Il Parco Nazionale degli Iblei potrebbe rappresentare l’ultima possibilità per salvaguardare un patrimonio di valore inestimabile. Significherebbe dare alle comunità locali l’occasione di valorizzare le produzioni tipiche e, soprattutto, offrire ai giovani l’opportunità reale di rimanere a lavorare e operare nel proprio territorio».












