Impianti saturi, ritiro sospeso e inciviltà della gente: i rifiuti ingombranti invadono Siracusa

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[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Massimiliano Perna “][vc_column_text]

Da tre settimane impianto di conferimento al completo. Sospeso il ritiro, il Comune lavora alla soluzione. Disposto affidamento a una società catanese per lo smaltimento di 300 tonnellate.

Uno scenario desolante e decadente, quello di una città nella quale l’inciviltà di una parte dei suoi abitanti si incrocia con i problemi irrisolti della gestione dei rifiuti. In questo caso si parla dei rifiuti ingombranti, che invadono molte zone di Siracusa e della provincia. Elettrodomestici, mobili di ogni genere, materassi, tavoli, sedie, sanitari, vasche da bagno e altro ancora. Abbandonati nelle arterie più periferiche, nelle strade di campagna, nelle zone balneari, ma anche in luoghi più centrali. Girando la città, infatti, accade spesso di trovare davanti ai propri occhi lo scempio di mini-discariche colme di rifiuti di questa tipologia. Se, da un lato, ciò è il frutto di una diseducazione civica e dell’assenza di una cultura diffusa di rispetto per le regole e per l’ambiente, c’è un altro aspetto che contribuisce all’azione degli incivili, sebbene non può mai in alcun modo costituirne una giustificazione. A Siracusa e in altri comuni della provincia, infatti, negli ultimi giorni di agosto, è stato sospeso il ritiro dei rifiuti ingombranti. Non è più possibile conferire questo tipo di rifiuti, né con la prenotazione, né attraverso i centri comunali di raccolta.

Questo perché la società che gestisce il servizio in diversi comuni dell’area sud orientale della Sicilia (la “Battiato Venerando” di Acireale) ha superato i limiti consentiti dall’autorizzazione regionale. Da quel momento, quindi da circa tre settimane, tutto fermo e nessuna alternativa. Il Comune di Siracusa e gli altri comuni che hanno sospeso il servizio di ritiro, si sono intanto mossi per trovare delle soluzioni, in un contesto generale molto complicato. A Siracusa, intanto, la città continua a riempirsi di ingombranti. Il risultato di un braccio di ferro silenzioso tra incivili che hanno fretta di liberarsi di arredi e sanitari (in molti, peraltro, stanno effettuando ristrutturazioni in questo periodo) e chi deve cercare di far fronte alle carenze di una Regione che, sulla gestione dei rifiuti, è stata disastrosa. La disorganizzazione e le difficoltà oggettive, unite all’inciviltà di chi crede che l’ambiente circostante sia una discarica a costo zero, hanno reso la situazione insostenibile.

In queste tre settimane di stop, il Comune di Siracusa ha studiato alcune soluzioni per tamponare il problema. Quella già posta in essere, confermata a SiracusaPress dall’ufficio Ambiente del Comune, è l’affidamento alla Sirel ambiente, una società di Catania, dello smaltimento di 298 tonnellate di rifiuti ingombranti al prezzo di 465 euro a tonnellata. Una soluzione tampone, che però non è sufficiente a far fronte al numero sempre crescente di rifiuti ingombranti, abbandonati in modo incivile in mezzo alla strada, in città e in campagna. Servono interventi urgenti, oltre a controlli ancora più efficaci e sanzioni esemplari. Di certo, non si può più rinviare e, dopo le elezioni di domenica prossima, chiunque andrà a governare la Sicilia dovrà occuparsi immediatamente di questa situazione, prima che peggiori ulteriormente, diventando esplosiva. Ciò detto, è fondamentale però ribadire il concetto che nessuna difficoltà possa giustificare l’abbandono di rifiuti sul territorio, con discariche diffuse e piene di tutto. Né si può far passare il messaggio che, la chiusura di un impianto per tre settimane, possa giustificare l’inciviltà di chi se ne infischia, come sempre, anche in condizioni normali, delle regole. A danno dell’ambiente e del decoro della nostra città e delle sue strade.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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