Regionali: a Siracusa flop illustri e un solo rappresentante della città eletto all’ARS

condividi news

[vc_row][vc_column][vc_text_separator title=”di Massimiliano Perna”][vc_column_text]

I risultati delle ultime elezioni regionali, nel collegio di Siracusa, segnano la bocciatura di nomi importanti e mostrano la sfiducia dei siracusani nei loro rappresentanti

Ora che i risultati delle elezioni regionali, nonostante il caos che ha investito il collegio di Siracusa, sono finalmente certi, è tempo per vincitori e vinti di aprire le rispettive riflessioni. E per gli osservatori di analizzare il voto, trovando le ragioni delle vittorie e, soprattutto, delle sconfitte. A una prima occhiata, quello che risulta evidente, è la bocciatura di nomi importanti, ex deputati rimasti fuori dall’ARS, ex sindaci, potenziali campioni di voti inciampati sotto la maggiore forza dei compagni di lista. Insomma, la possibilità per gli elettori di esprimere le preferenze, a differenza di come avviene per le elezioni politiche, si è trasformata in una sentenza inappellabile anche per chi credeva di avere la vittoria in pugno. Certo, chiaramente ci sono anche i risultati di lista e i seggi che non scattano a condizionare i risultati.

Ad ogni modo, soffermandoci su quelle liste per le quali è scattato il seggio, è evidente che a nulla valgono il presenzialismo, i continui interventi sulla stampa, le rivendicazioni del lavoro svolto nelle precedenti legislature o in amministrazioni locali, l’investimento in comunicazione, l’ossessiva proposizione dei propri volti in ogni angolo della città, spesso anche in anticipo rispetto al momento elettorale. Davanti al giudizio dei cittadini tutto sfuma e si dissolve. Perché alla fine quello che conta è la proposta politica complessiva, così come la presenza concreta sul territorio e le ricette specifiche sui temi più urgenti. Forse è semplicemente il tempo che passa e che imbianca non solo i capelli e i volti, ma anche le proposte, le idee e soprattutto il linguaggio della politica.

O forse ci sono altre spiegazioni, connesse alla fase che stiamo vivendo, alle dinamiche nazionali che producono conseguenze anche a livello regionale. Oppure, semplicemente, ci sono compagni di lista in questo momento più bravi e più forti. Fatto sta che questo voto ha chiuso le porte dell’Ars a deputati uscenti come Cafeo (Lega – Prima l’Italia), Bandiera (Forza Italia) e Pasqua (5 Stelle), a ex deputati come Vinciullo (Lega- Prima l’Italia) e Bonomo (MPA), a ex sindaci come Bonfanti (Forza Italia) e ad aspiranti deputati come Cutrufo (PD). Chiaramente, nel caso dei due candidati di Lega-Prima l’Italia, Cafeo e Vinciullo (a Siracusa rispettivamente il più votato e il terzo più votato), il problema è stata soprattutto la mancata conquista del seggio da parte della lista. Non è stata una buona idea, dunque, optare per la Lega in questo momento.

Detto ciò, c’è poi un altro dato sul voto che non va sottovalutato. Se si scorre l’elenco dei deputati eletti, ci si accorge di una netta affermazione della provincia. Quattro su cinque dei nuovi parlamentari regionali, infatti, non sono originari del capoluogo. Carta (MPA) è di Melilli, Spada (PD) di Floridia, Gennuso (FI) di Rosolini, Auteri (FdI) di Sortino. Solo Gilistro (M5S) è di Siracusa. Un elemento che fa riflettere e che forse testimonia il fatto che i siracusani non hanno ritenuto credibili le proposte politiche dei loro rappresentanti, eccezion fatta per i 5 Stelle. Un segnale di scollamento importante, riguardo al quale le forze politiche dovrebbero riflettere bene. Per il presente e per il futuro. Non solo il loro, ma anche quello della città, che oggi porta all’Ars un solo rappresentante.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

Primo Piano

ULTIMA ORA

CULTURA

EVENTI

invia segnalazioni