Danni al Teatro Comunale causati da un fulmine: Auteri non se la beve e attacca Granata

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Auteri:”l’associazione “Teatro della città” ha ricevuto in affidamento la gestione con passaggio formale a settembre 2021 per una durata di 5 anni, ma ancora non ha avviato alcuna operazione.”

Stenta a crederci Carlo Auteri, esponente autorevole di Fratelli d’Italia di Siracusa, che a seguito delle dichiarazioni dell’assessore alla cultura del comune di Siracusa Fabio Granata, non resiste alla tentazione di criticare la gestione del teatro comunale di Siracusa, dichiarato inagibile sembrerebbe a causa di un fulmine che avrebbe danneggiato l’impiantistica.

Dare la colpa al maltempo è comodo, al fulmine è un capolavoro
“Quello dell’assessore Fabio Granata è stato un colpo di fulmine, ma nei confronti della politica. Si è innamorato e ha deciso di non fare altro nella vita. Ma dire che un fulmine ha colpito il teatro comunale, che per questo è diventato inagibile, significa offendere l’intelligenza dei lettori e dei professionisti. Non è stato capace di farsi rilasciare il certificato di prevenzione incendi in 5 anni di amministrazione. Nella lunga nota inviata a La Sicilia e pubblicata oggi, l’assessore alla cultura afferma che dopo il Covid un fulmine avrebbe colpito il tetto arrecando danni gravi all’impiantistica. Dare la colpa al maltempo è comodo, al fulmine è un capolavoro. “Vendersi” la sostituzione delle manichette e degli estintori, così come la manutenzione delle grondaie come lavori eseguiti dall’amministrazione comunale in questi anni è paradossale: si chiama ordinaria amministrazione. Aggiungerei anche che la graticcia del teatro (la struttura a travi di legno o di metallo alloggiata in cima alla torre scenica, a ridosso del soffitto del palcoscenico) è stata costruita malissimo sperperando denaro pubblico e nessuno ha seguito i lavori come avrebbero dovuto. Poi se a maggio i siracusani vorranno votare questi avventurieri saranno liberi di farlo. Avevo chiesto, ma non ho ricevuto risposte, su come sia possibile gestire il teatro comunale di Siracusa in questo modo.”
Teatro affidato ma ancora nessuna programmazione
“Ribadisco: l’associazione “Teatro della città” ha ricevuto in affidamento la gestione con passaggio formale a settembre 2021 per una durata di 5 anni, ma ancora non ha avviato alcuna operazione. La gestione di questa struttura è stata concepita male e difficilmente porterà utili all’azienda, a meno di abbonamenti troppo costosi. Il privato deve corrispondere 80 mila euro l’anno al Comune, la domanda è: ha già pagato una prima tranche? E perché non ci sono notizie sui programmi dell’amministrazione comunale? Eppure, silenzio. Granata preferisce offendere e parlare, cito, di “sedicente operatore culturale, conosciuto più per piccole vicende giudiziarie di paese che per particolari “imprese” nel settore teatrale”. Ebbene, Granata è molto distratto probabilmente perché è chiuso nelle sue stanze. Quando era assessore regionale al Turismo, mentre giocava a fare eventi culturali con i soldi pubblici, è riuscito a concludere la legislatura e a non essere rieletto facendosi bocciare dagli elettori. Io, invece, stavo creando il “Circuito Regione Sicilia, rimettendo in marcia 21 teatri chiusi ma con i soldi dei privati e coinvolgendo 110 teatri in tutta Italia.”
La mia esperienza
“Nel 2010 ho fondato la “ABC produzioni”, e rilevato l’omonimo cine-teatro catanese, all’epoca chiuso da anni, per farne quella che, ad un decennio di distanza, è diventata la prima sala del capoluogo etneo, per numero di abbonati e turni di recite. Dal 2011 al 2014 ho iniziato una fortunata collaborazione con il Teatro Manzoni di Roma, ricca di successi sul piano della critica e del pubblico : sono le stagioni che impongono Guarneri all’attenzione del pubblico capitolino, con spettacoli di lunghissima tenuta e giudizi entusiastici. Dal 2014, la ABC produzioni entra in quota al Teatro Quirino-sala Gasman. Nel 2016, ho fondato il “Circuito Teatrale Siciliano Turi Ferro” mettendo in rete e sinergizzando alcune fra le sale migliori della nostra  regione, riportandole in attività e sottraendole alla chiusura definitiva: Messina, Caltanissetta, Ragusa, Enna, Augusta, Capo d’Orlando, Giarre, Caltagirone.

Mi fermo qui, anche se potrei parlare ancora a lungo di ciò che ho fatto in carriera. Non politica. Parlo con cognizione di causa perché so che cosa vuol dire gestire un teatro. Io. E mi spiace che Granata non riesca ad accettare le critiche. Lo ha dimostrato lo scorso settembre quando spinse e aggredì un residente che lo stava contestando durante l’ennesima inaugurazione, quella volta di una semplice lapide restaurata sulla facciata della casa Natale di Elio Vittorini. Neanche allora si dimise, evidentemente il posto di assessore lo considera scolpito nella pelle e i siracusani lo stanno subendo. La gestione della cultura è nelle mani di un incapace che offende l’intelligenza degli esperti del settore. Ma volevo rassicurare tutti: questa gestione sta finendo e Granata notoriamente non riesce ad avere consensi tra l’elettorato, quindi a meno di non ritrovarselo folgorato (lui sì) sulla via di Damasco da un altro sindaco così coraggioso da affidargli questa rubrica, non ci saranno più personaggi in cerca di autore. E di poltrone.”

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