“La situazione politica ha condotto a questa decisione.”
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha comunicato di aver firmato il decreto di scioglimento delle Camere per andare a elezioni. L’esecutivo ora rimarrà in carico per il disbrigo degli affari correnti, mentre la data delle elezioni è stata fissata al 25 settembre. Si voterà solo quel giorno.
“Come ufficialmente comunicato – ha detto il presidente Mattarella – ho firmato il decreto di scioglimento per indire nuove elezioni entro 70 giorni come previsto. Lo scioglimento anticipato del Parlamento è sempre l’ultimo atto“. Il Capo dello Stato ha proseguito: “La situazione politica ha condotto a questa decisione. La discussione il voto e la modalità hanno reso evidente l’assenza di prospettive per una nuova maggioranza. Davanti alle Camere ci sono molti importanti adempimenti da portare a compimento nell’interesse del Paese. A queste esigenze si affianca l’attuazione nei tempi concordati del Pnrr“.
Con quale legge si voterà
I seggi per cui competeranno i partiti saranno 600 e non più 945, portando a nuovi equilibri parlamentari e nuovi rapporti di forza, soprattutto in virtù del sistema misto maggioritario e proporzionale con cui saranno eletti i rappresentanti, in virtù della nuova legge elettorale, chiamata Rosatellum, dal nome del suo relatore Ettore Rosato (Italia Viva).
La legge costituzionale 1 del 2020 ha previsto una riduzione del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a 200 al Senato. Prevede un sistema elettorale misto, con un terzo dei seggi tra Camera e Senato che verrà eletto in collegi uninominali, quindi tramite un sistema maggioritario, e i restanti due terzi divisi tra i partiti rispettando fedelmente i risultati percentuali che hanno ottenuto alle elezioni, quindi tramite un sistema definito proporzionale. Per poter ottenere i seggi, i partiti in competizione dovranno ottenere almeno il 3% dei voti su basi nazionale. Mentre per le coalizioni di diversi partiti la soglia è del 10%. Chi non raggiunge questa soglia non potrà eleggere alcun rappresentante. Sono consentite le pluricandidature. Alla Camera saranno assegnati 148 collegi uninominali, tramite il sistema maggioritario, in cui ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato o candidata. La persona eletta sarà quella che prenderà almeno un voto in più degli altri nel collegio. Per l’assegnazione degli altri 244 seggi si userà un metodo proporzionale. Infine, nelle circoscrizioni estere saranno assegnati altri 8 seggi. Al Senato, i seggi verranno distribuiti più o meno allo stesso modo. I collegi uninominali saranno 74, i collegi del proporzionale 122, e i seggi degli eletti all’estero 4. L’unico correttivo entrato in vigore è quello che ha ridotto l’età per il voto al Senato da 25 anni a 18 anni.












