Mi preoccupa l’apertura di credito politico fatta dalla Chinnici a Raffaele Lombardo in queste ore
Domani in Sicilia si voterà per le primarie del centrosinistra per la scelta del candidato o della candidata alla presidenza della Regione, in un momento complicato per quanto accaduto a Roma. Le dinamiche nazionali hanno aggiunto malumori tra le forze politiche del centrosinistra, con Italia Viva e Azione (oltre ad alcuni esponenti del PD) che hanno suggerito di annullare o rinviare le primarie.
Tuttavia, la macchina è ormai partita e domani si voterà e dal voto verrà fuori una candidatura. Quello che avverrà successivamente è un’incognita, anche perché bisognerà vedere come si collocheranno le forze politiche alla luce della nuova situazione determinata dalla caduta del governo Draghi e dalla rottura della maggioranza che lo sosteneva.
Sulle primarie e sui possibili scenari futuri, abbiamo sentito Claudio Fava, deputato regionale, presidente della Commissione Regionale Antimafia e candidato alle primarie del centrosinistra per la lista Cento Passi.
“Il problema – afferma Fava – non è la tenuta delle primarie, ma quello che accadrà dopo, perché la frammentazione del quadro politico nazionale si rifletterà sulla coalizione in Sicilia. Bisogna prendere atto che i 5 stelle hanno scelto una direzione di marcia diversa rispetto a quella che c’eravamo dati. Considerato adesso lo scenario nazionale, non possiamo certo far finta di essere una colonia straniera”.
Ma non sono solo i 5 stelle il problema, dentro una coalizione nella quale anche il PD, pieno di divisioni e polemiche al suo interno, propone ricette politiche che per Fava sono inaccettabili: “Mi preoccupa l’apertura di credito politico fatta dalla Chinnici a Raffaele Lombardo in queste ore, perché se le primarie devono essere soltanto la foglia di fico dietro alla quale nascondere ipotesi o accordi con pezzi del centrodestra, allora che se le facciano da soli”.
“Le primarie – prosegue il deputato dei Cento Passi – riguardano tutte le forze del centrosinistra, anche quelle che non hanno presentato candidature. Le primarie non sono la conta muscolare tra alcuni partiti, ma un confronto tra alcuni candidati che si riconoscono in un determinato progetto. La domanda adesso è: gli altri due candidati si riconoscono ancora in questo progetto o pensano a progetti diversi? E mi riferisco alla Floridia dei 5 stelle o ad allargamenti impropri verso il centrodestra da parte della Chinnici”.
E se domani, il voto dovesse scegliere Claudio Fava come candidato alla presidenza della Regione, cosa accadrebbe? Sarebbe riconosciuto l’esito di una votazione che, alla vigilia, è al centro di malumori e discussioni? “Se vincessi le primarie – afferma il presidente della Commissione Regionale Antimafia – sicuramente porterei avanti il mio progetto in assoluta discontinuità con questo governo e con quelli precedenti, con un campo largo naturalmente, ma nel senso che coinvolgerebbe tutto ciò che la società politica ha prodotto fuori dai partiti”.
Infine, un commento sulla situazione nazionale che, con le elezioni politiche a settembre, mette tutto in discussione: “Tutti i tatticismi fabbricati a tavolino per mesi – conclude Fava – immaginando di avere del tempo per costruirli, programmarli e collaudarli, sono spazzati via. Adesso ognuno si presenterà per quello che è ed è sempre stato, senza vie di fuga”.