Dopo una breve tregua solitaria, la Sicilia si prepara ad affrontare una delle fasi di maltempo più intense dell’inverno 2026. Ma come si forma un simile fenomeno?
Un profondo vortice ciclonico, in risalita dal Nord Africa, è previsto colpire l’isola tra domenica 18 e lunedì 19 gennaio, portando con sé venti di tempesta, piogge alluvionali e nevicate record sull’Etna.
La formazione di questo ciclone non è un evento casuale, ma il risultato di una precisa e violenta dinamica atmosferica. La causa principale risiede in una “manovra del getto polare”: una vasta saccatura di aria gelida di origine artica è scivolata verso sud, raggiungendo le latitudini del Sahara.
Quando questa massa d’aria fredda e instabile ha sorvolato le montagne dell’Atlante e si è tuffata sulle acque del Mediterraneo — ancora relativamente miti nonostante la stagione — ha innescato una ciclogenesi profonda. Il contrasto termico tra l’aria polare in quota e il calore umido superficiale ha creato un “motore” energetico che ha dato vita al vortice.
A differenza di molte perturbazioni che attraversano rapidamente l’Italia, questo ciclone rischia di essere particolarmente pericoloso per la sua stazionarietà.
Un massiccio campo di alta pressione presente sull’Europa centrale e balcanica agirà come un vero e proprio “muro”, impedendo al vortice di proseguire verso nord. Risultato? Il ciclone rimarrà bloccato tra il Canale di Sicilia e lo Ionio, scaricando per ore enormi quantità di pioggia, in particolare sui versanti orientali (Peloritani, Etna e Iblei), dove l’effetto “stau” (il sollevamento forzato dell’aria umida contro le montagne) amplificherà l’intensità dei rovesci.
Le previsioni dei modelli meteorologici indicano scenari di alta criticità:
- Venti: raffiche di Scirocco e Levante che potrebbero toccare i 100-120 km/h lungo le coste e superare i 150 km/h sulle vette dell’Etna.
- Mareggiate: onde nello Ionio con altezze significative fino a 7 metri, capaci di causare danni alle infrastrutture costiere.
- Neve: Un accumulo eccezionale sul vulcano, dove sopra i 1.500 metri potrebbe cadere oltre un metro di neve fresca in meno di 48 ore.
La Protezione Civile ha già iniziato a emettere i primi bollettini di allerta. La massima attenzione è rivolta al rischio idrogeologico: i terreni, già saturi dalle piogge dei giorni scorsi, faticano ad assorbire nuovi accumuli, aumentando il pericolo di frane e allagamenti localizzati.
L’invito alla popolazione è quello di monitorare costantemente gli aggiornamenti e limitare gli spostamenti nelle fasi più critiche del passaggio perturbato, previsto per la giornata di lunedì e martedì.




