Aggiornato al 08/01/2026 - 14:12
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Agricoltura, Scerra (M5S) smonta l’entusiasmo del Governo: “Tagli al Sud e porte aperte al Mercosur”

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Il Questore della Camera attacca la narrazione dell’esecutivo sulle modifiche al bilancio europeo. “Non c’è un euro in più, spostano soldi dalla coesione a danno del Mezzogiorno”

“Parlano di vittoria quando è evidente che non c’è davvero nulla da celebrare”. È netta la presa di posizione di Filippo Scerra, parlamentare del Movimento 5 Stelle e questore della Camera dei deputati, che interviene a gamba tesa sulle recenti variazioni al bilancio europeo riguardanti la Politica Agricola Comune (PAC).

Secondo l’esponente pentastellato, il giubilo mostrato dal Governo in queste ore sarebbe ingiustificato e nasconderebbe, ancora una volta, penalizzazioni per il Mezzogiorno.

Il cuore della critica di Scerra riguarda la provenienza delle risorse. Non si tratterebbe di “soldi freschi”, ma di uno spostamento interno al bilancio che finisce per colpire lo sviluppo territoriale. «Non c’è un solo euro in più nel fondo unico – spiega il deputato –. La Commissione europea non stanzia nuove risorse, ma sposta fondi dalle politiche di coesione che così vengono sottratti a territori e sviluppo locale. E il sacrificio principale spetta alle regioni del Sud, come troppo spesso accade». Una stoccata diretta alla Premier: «A dicembre la presidente Meloni mi aveva risposto con toni piccati sostenendo di non essere contro il Mezzogiorno. I fatti dicono altro».

L’analisi di Scerra si sposta poi sui famosi 45 miliardi di euro annunciati a partire dal 2028. Anche in questo caso, secondo il M5S, non si tratterebbe di risorse aggiuntive, ma di fondi già esistenti e semplicemente anticipati. Il motivo? Ottenere il via libera italiano all’accordo commerciale con il Mercosur.

«Un accordo – avverte Scerra – che non garantisce regole uguali per tutti e rischia di spalancare le porte a una concorrenza sleale legalizzata». I rischi elencati dal parlamentare per il Made in Italy e per i consumatori sono precisi:

  • Importazione di prodotti realizzati con standard qualitativi più bassi;

  • Uso di pesticidi vietati in Europa;

  • Potenziali rischi per la salute dei cittadini.

Il Movimento 5 Stelle ribadisce infine la propria linea di opposizione a quello che definisce un baratto dannoso. «Altro che tutela del Made in Italy – conclude Scerra –. Noi stiamo dalla parte di chi difende i redditi agricoli, la qualità delle produzioni e la vera ‘sovranità’ alimentare del Paese. Continueremo a lottare per la tutela dei nostri agricoltori e per lo sviluppo delle regioni del Mezzogiorno».

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