Aggiornato al 06/02/2026 - 11:24
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Apnee notturne

Apnee notturne, Marasco: “Servono dieta, sport e alleanza col paziente”

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Lo specialista maxillo-facciale su SiracusaPress: “Sovrappeso ostacola vie aeree, grasso addominale spinge diaframma. Senza collaborazione risultati parziali”

SIRACUSA – Russamento e apnee notturne rappresentano una problematica sempre più diffusa, spesso sottovalutata, ma con importanti ricadute sulla qualità della vita e sulla salute generale. A fare chiarezza è Massimo Marasco, chirurgo maxillo-facciale, che su SiracusaPress.it sottolinea come la gestione dei casi più complessi richieda non solo competenze specialistiche, ma soprattutto una collaborazione attiva e consapevole del paziente.

«Quando si parla di russamento e di apnea notturna – spiega Marasco – i casi più estremi sono quelli che rappresentano una sfida maggiore per noi. In queste situazioni dobbiamo cercare di fare squadra, letteralmente fare squadra con il paziente». Un’alleanza terapeutica che diventa la vera chiave di volta del percorso di cura.

Secondo lo specialista, l’intervento medico o chirurgico non può essere considerato un atto isolato, soprattutto quando entrano in gioco fattori legati allo stile di vita. «Il paziente non può esimersi dall’impegnarsi per ottenere il miglior risultato possibile insieme a noi: l’intervento deve essere congiunto», sottolinea. Nei soggetti in sovrappeso, in particolare, la mancata collaborazione rischia di vanificare parte dei benefici terapeutici. «Se il paziente non collabora dimagrendo in maniera significativa e praticando attività fisica, i risultati saranno inevitabilmente parziali».

La correlazione tra peso corporeo, attività fisica e qualità della respirazione notturna è ormai supportata da evidenze scientifiche consolidate. «È una certezza – afferma Marasco – che l’attività fisica, attraverso il miglioramento del tono muscolare e delle vie respiratorie, riveste un ruolo estremamente importante». Il rafforzamento muscolare contribuisce infatti a mantenere più stabile il calibro delle vie aeree durante il sonno.

Il problema, nei pazienti in sovrappeso, è anche di natura meccanica. L’accumulo di tessuto adiposo a livello del collo e delle vie respiratorie superiori favorisce l’occlusione quando il paziente è sdraiato. A ciò si aggiunge l’effetto del grasso addominale che «spinge sul diaframma, la membrana muscolare che separa il torace dall’addome, con una pressione indiretta sui polmoni e sul distretto cervicale».

Questo insieme di fattori determina una contrazione delle vie respiratorie e una modifica della loro anatomia naturale: «Il passaggio dell’aria diventa più difficoltoso – conclude Marasco – provocando rumori respiratori, quindi russamento. Quando questa condizione diventa estremamente marcata, si può arrivare al vero e proprio problema apnoico».

Un richiamo chiaro, dunque, alla responsabilità condivisa nella cura delle apnee notturne: solo attraverso un approccio integrato, che unisca interventi specialistici e cambiamenti concreti nello stile di vita, è possibile ottenere risultati duraturi e realmente efficaci.

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