La casa di reclusione rischia di diventare una “polveriera”, secondo la nota della FSA CNPP che riportiamo di seguito
“Cristo si è fermato…ad Augusta!? Ebbene sì, vogliamo evocare un celebre scritto di Carlo Levi quando, nel secondo dopoguerra, ebbe a denunciare la grave crisi che attraversava il Mezzogiorno. Oggi, a distanza di quasi ottant’anni, lo ricordiamo per denunciare, con ferma responsabilità, le ormai note criticità strutturali, organiche ed igienico-sanitarie che attanagliano l’Istituto augustanese.
Incessanti episodi di violenza, in una struttura ormai fuori controllo – chiosano Massimiliano DI CARLO e Giuseppe MANDURINO, rispettivi dirigente nazionale e vice segretario provinciale della Federazione Sindacati Autonomi CNPP – che evidenziano tutto il rammarico per una “condizione” aberrante ed emergenziale, con incessanti compromissioni dell’ordine e della sicurezza, a nocumento del personale di Polizia Penitenziaria ormai “vittima” di quotidiani episodi critici e violenti; non per ultimo, nella serata di ieri due poliziotti penitenziari sono stati aggrediti con veemenza, mentre intervenivano per ripristinare l’ordine, a seguito di una lite tra detenuti.
L’Istituto di Augusta non può più attendere solo promesse non mantenute, da troppo tempo – continuano DI CARLO e MANDURINO – stiamo denunciando un evidente stato di disagio ed abbandono. La Polizia Penitenziaria non può ancora essere esposta a rischi nefasti per la propria incolumità psico-fisica. Servono mezzi, risorse e strutture per fronteggiare un’emergenza in corso. Scenderemo in piazza, se non dovessimo sortire alcun effetto che possa garantire i livelli minimi di sicurezza per il nostro lavoro.
Gli Istituti Penitenziari del Paese stanno attraversando una fase storica molto complicata, sovente si registrano eventi critici di varia natura – conclude il Segretario Generale della FSA CNPP Giuseppe DI CARLO – ma ad Augusta veramente è tutto così surreale da non poter più tollerare mancati interventi a salvaguardia di tutta la comunità penitenziaria. Coinvolgeremo, ancora una volta, la politica ed Amministrazione Penitenziaria affinché vi sia la giusta attenzione.”
Condanna per condotta antisindacale nei confronti della direzione del carcere di Augusta, Fp Cgil penitenziaria chiede chiarimenti
La recente condanna pronunciata dal Tribunale del Lavoro e Previdenza di Siracusa (procedimento ex art. 28 legge n. 300/70 RG n. 1979/2023), che ha dichiarato l’antisindacalità delle condotte poste in essere dal Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e dalla Casa di Reclusione di Augusta, preoccupa la Fp Cgil.
“Il giudizio emesso – si legge in una lettera inviata dal sindacato alla direzione del carcere – impone all’Amministrazione di cessare il comportamento illegittimo e di rimuovere gli effetti, oltre all’aggravio di rifondere le spese ai convenuti.
A tal proposito, vorremmo cortesemente sapere quali misure l’Amministrazione Penitenziaria ha intrapreso o intende intraprendere nei confronti dell’Autorità Dirigente e dei vertici del Corpo di Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Augusta.
La nostra principale preoccupazione è garantire un ambiente lavorativo sereno e conforme alle normative contrattuali per i dipendenti della CC di Augusta, e assicurare il libero esercizio dell’attività sindacale.
Siamo certi che condividerete con noi l’importanza di risolvere questa situazione in modo celere e trasparente.
Pertanto, la invitiamo a fornirci tutte le informazioni necessarie in merito alle azioni intraprese dai superiori uffici.
Con riserva di ulteriori azioni, restiamo in attesa di un cortese riscontro.”












