Filctem Cgil, Uiltec Uil e la RSU esprimono “totale sfiducia” dopo l’annullamento di un vertice a poche ore dall’inizio. Pronti alla mobilitazione
Il clima si fa incandescente all’interno dello stabilimento B2G Sicily (ex ERG) nella zona industriale siracusana. Le segreterie territoriali di Filctem CGIL e Uiltec UIL, unitamente alla R.S.U. aziendale, hanno diramato una nota di fuoco esprimendo “forte disappunto e un sentimento di totale sfiducia” nei confronti della proprietà. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’atteggiamento dell’azienda, culminato con l’annullamento di un incontro ufficiale poche ore prima dell’inizio.
Ma il malessere ha radici più profonde e riguarda il futuro stesso del sito produttivo.
I sindacati ricordano come siano trascorsi oltre due anni dall’impegno, assunto formalmente dalla proprietà, di avviare un confronto sui progetti industriali. «Durante l’operazione di vendita – scrivono i sindacati – la proprietà aveva garantito una presenza costante sul territorio e un confronto strutturato volto allo sviluppo di progetti Green, con l’obiettivo di rafforzare la presenza industriale. Tali dichiarazioni si sono rivelate esclusivamente buone intenzioni mai tradotte in atti concreti».
La preoccupazione cresce in vista delle scadenze imminenti. Mancano pochi mesi al termine degli impegni triennali e di quelli previsti nell’ambito della Golden Power. Per questo motivo, Filctem e Uiltec chiamano in causa direttamente il vecchio proprietario: ERG. «All’atto della cessione – sottolineano le sigle – ERG aveva garantito l’affidabilità e la solidità dell’acquirente. Ora siamo determinati a riaccendere l’attenzione su un asset strategico, coinvolgendo le istituzioni per garantire il futuro occupazionale».
C’è poi un punto oscuro nella gestione delle risorse umane. I sindacati denunciano azioni unilaterali che coinvolgono parte del personale verso un nuovo asset acquisito a Celano, «del quale, ad oggi, la R.S.U. non ha alcuna chiara contezza in termini di progettualità industriale».
Verso la mobilitazione
La conclusione del comunicato suona come un ultimatum. Denunciando un comportamento lesivo delle basilari regole delle relazioni sindacali che hanno sempre contraddistinto il polo di Priolo, sindacati e RSU avvertono: «In mancanza di una inversione di tendenza metteremo in campo azioni rivendicative».




