Posizioni dubbiose se non propriamente ostili da parte dei deputati siracusani di Fratelli d’Italia Cannata e Auteri a proposito del Parco degli Iblei.
“Nessuna discussione di tipo ideologico sul parco degli Iblei, ma bisogna valutare con attenzione vantaggi e svantaggi derivanti dalla eventuale istituzione“. Lo ha detto il parlamentare nazionale di Fratelli d’Italia, Luca Cannata, oggi durante il suo intervento alla Camera di Commercio davanti all’assessore regionale al Territorio e Ambiente Elena Pagana in occasione dell’incontro organizzato da Confagricoltura Siracusa sul dissesto idrogeologico, danni da fauna selvatica e da eventuali e ulteriori vincoli del territorio. “Il mio no – ha sottolineato Cannata – è ovviamente contro ciò che ingesserebbe il nostro territorio. Bisogna ascoltare coloro che lavorano le nostre terre, tutelare e valorizzare il mondo produttivo, evitando di bloccare le attività produttive ma cercando soluzioni. Per fare un esempio: abbiamo definito a livello nazionale la cabina di regia sulla siccità per fronteggiare le problematiche dell’acqua. D’intesa con l’assessore Pagana, in questi anni si lavorerà per favorire il nostro territorio“.
“L’ho detto e ribadito in campagna elettorale, poi mi sono fatto promotore di un vertice al Libero consorzio e ancora oggi l’ho ribadito durante il mio intervento alla Camera di Commercio“. Sono le parole del deputato regionale di FdI Carlo Auteri in occasione dell’incontro organizzato da Confagricoltura Siracusa sul dissesto idrogeologico, danni da fauna selvatica e da eventuali e ulteriori vincoli del territorio. “Fermare l’iter di istituzione del Parco degli Iblei fino a che non si risolvano tutte le irregolarità che caratterizzano il territorio – ha sottolineato – bisogna ragionare con la testa. Abbiamo discariche sparse sul territorio, mancano i depuratori praticamente per ogni comune e i Piani regolatori sono scaduti o assenti, non si può parlare di tutela del territorio quando si è al limite della legalità, se non oltre, senza aver fatto nulla in questi anni. Non possiamo parlare di perimetrazioni, di chi è pro o contro, ma bisogna essere in regola con i criteri di legge. E oggi, i Comuni, non lo sono“.












