Primi bilanci amari secondo le associazioni: pesa la concorrenza dell’online e la ridotta capacità di spesa delle famiglie. Riviste le stime al ribasso. Ecco le regole d’oro di Adiconsum per acquisti sicuri
La stagione dei saldi è entrata nel vivo, ma per i commercianti aretusei c’è poco da festeggiare. Nonostante la corsa agli sconti rappresenti, sulla carta, una boccata d’ossigeno per chi vende e chi compra, i primi dati rilevati oggi, 17 gennaio 2026, dipingono un quadro a tinte fosche.
L’indagine condotta da CNA Siracusa non lascia spazio a dubbi: il 56,52% delle imprese artigiane e commerciali ha registrato performance peggiori rispetto allo stesso periodo del 2025. Soltanto una quota marginale, il 13%, ha segnalato un incremento delle vendite, mentre per il 30% la situazione è rimasta invariata. “È un segnale che non possiamo ignorare”, dichiara Salvo Ciccio, presidente della Divisione Commercio di CNA Siracusa. I nemici del commercio fisico sono i soliti noti: il commercio online (indicato come causa principale dal 39,13% degli intervistati) e la ridotta capacità d’acquisto delle famiglie (34,78%). Anche Confesercenti conferma il trend negativo: se a livello nazionale si stima un timido incremento (+0,1/0,2%), a Siracusa le previsioni sono state riviste in leggero ribasso. La speranza è che dopo la metà del mese, con sconti ancora più “interessanti”, si possa dare una scossa al settore abbigliamento e calzature.
L’incertezza regna sovrana: il 65% degli operatori dichiara di non sapere cosa aspettarsi dalle prossime settimane. Per questo la CNA invoca misure urgenti: sostegno alla domanda interna, contrasto alla concorrenza sleale e una riflessione seria sulle regole del mercato digitale. Ciccio apprezza il primo intervento finanziario del Governo Regionale, ma chiede il coinvolgimento dei Confidi per aiutare micro e piccole imprese.
Per chi decide di fare shopping, l’Adiconsum ha stilato una lista di regole per evitare brutte sorprese:
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Etichetta trasparente: Sull’oggetto deve essere sempre riportato il prezzo d’origine, la percentuale di sconto e il prezzo finale.
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Occhio ai “maxi” sconti: Diffidare dai ribassi superiori al 60%, perché potrebbero nascondere merce non nuova (fondi di magazzino).
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Prova dei capi: È a discrezione del commerciante, non è un diritto acquisito.
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Cambi e resi: Si può cambiare solo la merce difettosa (entro due mesi dalla scoperta del difetto). Non esiste diritto di sostituzione se si cambia idea su colore, modello o taglia, a meno che il negoziante non sia disponibile.
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Scontrino: Va conservato sempre. In caso di rifiuto al cambio di un capo difettoso, ci si può rivolgere alla Polizia Municipale o al gruppo Facebook “Sos Saldi”.




