Scelto anche il candidato di Azione alle regionali: sarà Michelangelo Giansiracusa
Gli ultimi sondaggi dicono che l’alleanza Azione-Italia Viva, che ha dato vita al cosiddetto “terzo polo”, è al 5,3% su base nazionale. Molti sondaggisti, però, sostengono che il consenso possa crescere ancora, rosicchiando voti soprattutto all’area più moderata del centrodestra. L’asse Calenda-Renzi, naturalmente, si inserisce anche nella corsa alla guida della Regione Sicilia, con la scelta del candidato presidente, che rappresenterà il terzo polo alle regionali di settembre. Il prescelto è Gaetano Armao, attuale assessore regionale all’Economia e vicepresidente della Regione, voluto da Forza Italia e oggi accusato dal coordinatore Miccichè di aver “infinocchiato”, con “i suoi giochi imbroglioneschi” il partito di Berlusconi.
Una volta indicato il candidato presidente, le forze che compongono questa nuova alleanza centrista lavorano alla definizione delle liste. Se Italia Viva ha già reso nota la candidatura dell’ex sindaco di Lentini, Saverio Bosco, anche Azione ha già fatto la sua scelta. Lo ha annunciato Francesco Italia, primo cittadino di Siracusa, durante un’intervista rilasciata a SiracusaPress, confermando anche la decisione di non correre né alle politiche né alle regionali: “Abbiamo il segretario provinciale di Azione, Michelangelo Giansiracusa (sindaco di Ferla e capo di gabinetto del Comune di Siracusa, ndr), un sindaco che, sui temi dell’energia e del ciclo dei rifiuti, costituisce un modello di riferimento in Sicilia e anche altrove. Sarà lui a rappresentare il partito alle prossime elezioni regionali”.
Sindaco Italia, facciamo un passo indietro e partiamo dal principio, dall’accordo Calenda-Renzi. Come lo ha vissuto, considerando anche che, nella sua esperienza di sindaco, ha avuto rapporti non proprio idilliaci con Italia Viva?
Si tratta di un tema nazionale, non è certo una questione locale. Peraltro, al di là delle simpatie o antipatie specifiche, non c’è dubbio che parte del programma è sovrapponibile. Abbiamo un’agenda chiara di proposte di governo nella quale alcuni temi sono assolutamente prevalenti. In Sicilia ci sono delle questioni che vanno al di là degli schieramenti specifici, come la necessità di terminare il ciclo dei rifiuti con i termoutilizzatori, l’urgenza di occuparsi del dissesto idrogeologico, della gestione delle infrastrutture idriche, considerando che la Sicilia, al momento, è tagliata fuori dai fondi del PNRR per l’ambito idrico. Dobbiamo chiaramente sviluppare un piano di gestione e spesa efficace per il PNRR, ci dobbiamo preparare e creare una task force per la nuova programmazione. Sono temi trasversali sui quali con gli alleati siamo d’accordo.
La scelta del candidato presidente è ricaduta su Armao, assessore della giunta Musumeci, vicepresidente della Regione, che venne indicato da Berlusconi e da Forza Italia. Insomma, una espressione del centrodestra. Può essere interpretato come un segnale di una futura scelta di campo di questo terzo polo, una volta finite le elezioni?
Non mi iscrivo alla lista di chi fa previsioni. Gaetano Armao, al di là dell’essere stato indicato da un partito, è una persona di grandi competenze e di grande concretezza, l’unico che in questa tornata elettorale potrà affrontare, con conoscenza e affidabilità, i temi rilevanti e più emergenti della nostra regione. La nostra proposta si pone in un’ottica di rifiuto del populismo e degli estremismi di una sinistra che, ahimè, in Sicilia pone ancora, come primo punto del proprio programma, il no ideologico e, a mio avviso, privo di pragmatismo e senso della realtà, ai termoutilizzatori. Dall’altra parte, a destra, abbiamo visto cosa è accaduto. Sembrano uniti e compatti, in realtà sono l’uno contro l’altro armati in una ridda di veti incrociati, in cui addirittura un candidato viene escluso per aver espresso umana compassione e solidarietà proprio al largo delle coste siracusane. Capiamo allora di che destra stiamo parlando. In futuro, ovviamente, indipendentemente da come andrà questo voto, Azione si porrà con un atteggiamento di concretezza e pragmatismo, proprio nell’ottica di quella emergenza che la Regione Siciliana sarà chiamata a gestire. Chiaramente avremo sempre un atteggiamento costruttivo e non ideologico di fronte a ogni proposta.
A proposito di destra e di veti: qualora a livello nazionale Azione e Italia Viva, come qualcuno ipotizza, dovessero sostenere una maggioranza di centrodestra, Lei come si porrebbe davanti a questa scelta? Come concilierebbe la sua storia (prendiamo la vicenda Sea Watch) con il sostegno o anche l’appoggio esterno a Meloni e FdI?
Il tema è il singolo atteggiamento nei confronti dei problemi. Se l’atteggiamento è pragmatico e condiviso sotto il profilo dei valori, nulla quaestio. Se invece ci si pone, come stiamo vedendo, con proposte “fuffa” come la Flat Tax (che in Italia non sarà mai realizzata) o un milione di alberi (alla Berlusconi), o con le dentiere gratuite, facendo a gara a chi la spara più grossa, ovviamente sarà improbabile che ci si possa trovare d’accordo. Sarebbe diverso, invece, se si dovesse parlare di nucleare o di rigassificatore o di termoutilizzatori.












