Incidenti: a Siracusa la sicurezza stradale è un drammatico miraggio

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Le strade della nostra città continuano a mietere vittime, l’ultima ieri, un ragazzo giovanissimo investito probabilmente da un’auto pirata

Un’altra vita spezzata sulle strade di Siracusa. Questa volta è un giovane di soli 14 anni, sbalzato dal suo scooter dove viaggiava in compagnia di un amico 16enne, adesso in ospedale ma, per fortuna, a quanto pare, non in pericolo di vita. I due ragazzi, che si trovavano in via Lazio, all’altezza del campo sportivo, sarebbero stati investiti da un’auto pirata, anche se sulla dinamica sono ancora in corso accertamenti. Se venisse confermata questa ipotesi, ci troveremmo di fronte a un comportamento criminale, contrario a qualsiasi principio di umanità. Omettere il soccorso a chi è finito rovinosamente sull’asfalto, indipendentemente dalle responsabilità, è un gesto disumano, non giustificabile in alcun modo con la paura delle conseguenze o con lo shock.

Ciò detto e in attesa di avere risposte certe dalle indagini di polizia, resta il fatto che Siracusa piange l’ennesima vittima della strada. Qualcosa che, oltre al dolore, richiede una riflessione sulla sicurezza e sulle condizioni delle strade in città e nei dintorni della stessa, ma soprattutto sui comportamenti degli automobilisti e dei motociclisti.

Girando in auto per Siracusa, in un giorno qualsiasi, si assiste infatti all’assoluta insofferenza per le regole. Manovre azzardate, noncuranza per il rispetto delle precedenze, velocità sostenuta e ampiamente oltre i limiti consentiti, sorpassi azzardati, lo scarso uso di dispositivi di protezione (caschi e cinture), inversioni a U pericolose e vietate nelle strade in cui campeggia la linea continua, una imbarazzante e diffusa tendenza a non rispettare il semaforo. Se ci si piazzasse per qualche ora davanti a un qualunque impianto semaforico della città, infatti, si potrebbero contare decine di attraversamenti con il rosso, sia da parte di motociclisti sia da parte di automobilisti (per non parlare poi dei monopattini, che a volte pensano di non essere tenuti a rispettare le regole).

Una giungla selvaggia, che va ben oltre il traffico caotico di una città che continua a non trovare soluzioni serie per una viabilità armonica e civile e per una tempestiva prevenzione dei rischi. Una città con strade fatte male e non curate (soprattutto quelle periferiche) e che non ha mezzi e uomini a sufficienza per inasprire i controlli e adottare misure e sanzioni durissime nei confronti di chi viola il codice della strada. Misure e controlli che, quando vengono posti in essere, producono il loro effetto. Basti pensare al tratto della Targia, dove l’inserimento dei marker stradali catarifrangenti e del sistema di rilevazione della velocità ha garantito maggiore sicurezza e minori incidenti in una tra le strade storicamente più pericolose e letali della provincia. Cosa che purtroppo il Comune di Melilli non ha fatto a Contrada Spalla, dove prima ci è dovuto scappare il morto, vittima innocente del comportamento imprudente di due automobilisti, per installare i marker. In quest’ultimo tratto, peraltro, dove insiste il Decathlon, per capirci, c’è ancora chi continua ad attraversare la carreggiata invece di spendere due minuti del suo tempo per fare poche centinaia di metri e fare inversione dalla rotatoria dell’Auchan. Tornando a Siracusa, segnaliamo anche via Cannizzo, dove lo spartitraffico ha sì fatto diminuire i terribili incidenti che hanno insanguinato l’arteria negli anni, ma ha ridotto la sicurezza in caso di fuga o di necessità di passaggio di mezzi di soccorso, soprattutto nel giorno della fiera del mercoledì, quando la carreggiata è sensibilmente ristretta, in entrambi i lati, dalle auto in sosta. Anche in questa strada, tuttavia, la velocità con la quale viene percorsa continua a essere un problema e, due anni fa, è costata la vita a un pedone, travolto da una moto mentre attraversava la strada. Stesso discorso in viale Scala Greca, dove i controlli sulla velocità e le relative sanzioni hanno colpito gli automobilisti imprudenti, ma nelle ore in cui i controlli della polizia municipale non ci sono, si assiste alle solite auto sfreccianti in barba a qualsiasi limite.

Insomma, al di là delle carenze di enti e organi di controllo e degli interventi di riduzione del rischio, il tema di fondo è l’educazione stradale, che in questa città è a un livello molto basso, con comportamenti pericolosi e con un menefreghismo per la vita altrui che assume connotazioni drammatiche e che forse è lo specchio di un degrado generale del livello di civiltà urbana. Se poi controlli e sanzioni colpiscono solo una piccola parte della popolazione, il senso di impunità fomenta questo stato di cose. Il classico cane che si morde la coda. La cosa più desolante è che non esistono piani per cambiare la situazione. Ne potremmo parlare per ore, poi tutto tornerebbe a scorrere come sempre, fino alla prossima vittima, fino al prossimo dolore per una vita spezzata.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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