Presidenza Ars e Sanità al centro della contesa tra FI, FdI e Lega
Il neo presidente Renato Schifani mette il piede sull’acceleratore e mette mano al mosaico della squadra di governo. Il presidente della Regione sentirà durante la prossima settimana le indicazioni delle sigle che lo sostengono. Nel suo governo quattro donne, per legge.
Nessun accordo è ancora sul tavolo, se non all’interno delle forze che lo sostengono, con gli accordi pre elettorali che dovranno anche tenere conto dei risultati dello scrutinio e mediare al fine di fare quadrare il cerchio, cosa non facilissima, considerando anche coloro i quali sono rimasti fuori dal Parlamento.
Ma partiamo dagli interlocutori principali con cui il Presidente deve fare i conti, manuale Cencelli alla mano. La rosa verrà fuori dai partiti che hanno sostenuto e vinto le elezioni regionali dello scorso 25 settembre, ovvero la Nuova DC di Totò Cuffaro, premiato dall’intuizione di comporre la lista con l’Udc di Lorenzo Cesa, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, Forza Italia di Silvio Berlusconi , Nuovo Mpa di Raffaele Lombardo e Saverio Romano, Prima l’Italia-Lega di Matteo Salvini.
Ma se da un lato si preme il piede sull’acceleratore, dall’altro c’è chi tocca dolcemente il freno, come nel caso di Cuffaro che mette in chiaro velatamente: “E’ presto per fare i nomi degli assessori, bisognerà guardare al numero dei deputati che ognuno ha eletto, comunque penseremo ai nomi a seconda di quali deleghe riceveremo, individuando persone qualitativamente attrezzate per fare questo lavoro”, forte del risultato ottenuto.
Azzardiamo nel campo delle ipotesi uno schema di massima in base ai nomi che circolano tra le segreterie dei partiti.
In casa Forza Italia sono quattro i nomi che girano in questi giorni tra gli addetti ai lavori. Il leader Gianfranco Miccichè, che avrebbe voluto stare al fianco di Schifani in caso di vittoria, potrebbe sciogliere a breve la riserva, volando a Roma, anticipando la necessità del Presidente Berlusconi di una figura di esperienza in campo. In questo caso sfumerebbe il seggio per la melillese Daniela Ternullo, piazzatasi seconda dopo Miccichè. Le ipotesi dunque ruoterebbero attorno a Edy Tamaio, mister preferenze, e Marco Falcone, per quel che riguarda gli uomini, Barbara Cittadini, la fedelissima Bernadette Grasso e la dirigente Patrizia Monterosso, gradite a Miccichè, per quanto riguarda le donne. Sembrerebbe che Schifani in persona abbia chiesto alla siracusana Stefania Prestigiacomo un ruolo primario nel governo. Si potrebbero aprire per lei, invece, le porte di un dicastero di peso a Roma, vista l’esperienza e le indiscusse capacità.
In casa Fratelli d’Italia si fa la voce grossa. Secondo il leader Salvo Pogliese, a Fratelli d’Italia spettano la presidenza dell’Ars e quattro assessori. La richiesta è: Attività produttive, Agricoltura, Infrastrutture e Sanità. I meloniani intendono affidare la presidenza a Giusi Savarino, che rimane anche una delle papabili assessore della Giunta. Un’altra donna è la messinese Elvira Amata. A Siracusa, alla luce dei sorprendenti risultati ottenuti da Cannata, spetterà con certezza l’indicazione di un uomo o donna in giunta. Anche qui, per logica, è facile ipotizzare l’ingresso dell’ex sindaco di Siracusa, Titti Bufardeci, tornato da tempo al suo diritto amministrativo, posto la sua disponibilità a ricoprire un ruolo di trincea e impegnativo come quello di assessore regionale.
In casa Nuovo Mpa, avanzata la richiesta di due posizioni in Giunta, si pensa al messinese Luigi Genovese, figlio di Francantonio, e Francesco Colaianni di Enna. Più debole la posizione della componente di Saverio Romano, rimasto all’asciutto di deputati, per adesso, che avanzerebbe come proposta il nome del suo coordinatore regionale Dell’Utri, di Caltanissetta.
In questo quadro anche Siracusa potrebbe essere della partita, ma nel tavolo delle seconde posizioni, ovvero dei sottogoverni.
Sì perché potrebbe essere premiato il sacrificio, in termini politici, di Mario Bonomo, con l’ingresso di Giuseppe Carta in lista, mossa azzeccata e condivisa con il leader Raffaele Lombardo. Un accordo che è costato la sua elezione ma che potrebbe essere ben ripagato.
In casa Prima l’Italia-Lega si fa il nome di Francesco Scoma, senatore uscente, e del recordman delle preferenze, il catanese Luca Sammartino, ma anche quello di Eleonora Lo Curto. Nel pallottoliere della segreteria, si potrebbe tenere conto anche di Siracusa, priva di rappresentanza parlamentare e motivo in più per rafforzare la presenza del partito. Ipotesi lontana ma non lontanissima.
Nella Nuova DC di Salvatore Cuffaro non circolano ancora nomi certi ma la componente dell’Udc, accontentata con una posizione nel listino del Presidente, potrebbe non essere della partita.
In questo caso Siracusa sarebbe molto lontana dallo scacchiere delle posizioni.












