Studio CNA svela il “Paradosso Siracusano”: crescita record del PIL (+44%) ma 106° posto per qualità della vita. Magnano: “Questi dati ci impongono una riflessione profonda”
Una locomotiva economica che corre a velocità doppia rispetto al resto d’Italia, ma che lascia a terra i suoi passeggeri. È questa la fotografia scattata dal Centro Studi CNA Siracusa, coordinato dall’avv. Elio Piscitello, nel policy brief intitolato “Il Paradosso Siracusano”.
Lo studio, presentato oggi 9 gennaio 2026, certifica una realtà unica nel panorama nazionale: Siracusa è la provincia con la crescita del PIL più alta del Paese (+44,7% tra il 2019 e il 2025). Un dato eccezionale che però si scontra violentemente con un’altra classifica: quella della qualità della vita, dove il territorio aretuseo scivola al 106° posto su 107.
Come è possibile questa dicotomia? La risposta sta nella concentrazione della ricchezza. La crescita record è trainata quasi esclusivamente dal polo petrolchimico, che da solo genera il 70% del valore aggiunto manifatturiero della provincia. Tuttavia, questo gigante industriale impiega solo il 6,8% degli occupati totali. Il risultato è un modello di sviluppo che produce numeri macroeconomici eccellenti, ma non distribuisce benessere in maniera omogenea alla popolazione.
Lavoro povero e fuga di cervelli
I dati sul mercato del lavoro diffusi da CNA sono allarmanti. Al di fuori del perimetro industriale, la realtà è fatta di precarietà e salari bassi:
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Contratti a termine: La maggioranza dei lavoratori (68,3%) è precaria, contro una media nazionale del 34,2%.
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Basse retribuzioni: Nei servizi privati lo stipendio medio è di 455 euro a settimana, il 21% in meno rispetto alla media italiana.
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Gender Gap: Le donne guadagnano mediamente il 25% in meno degli uomini, con picchi del 37% nel settore privato.
Questa situazione alimenta una transizione demografica negativa: tra il 2011 e il 2025 la provincia ha perso oltre 17.000 residenti (-4,3%). Siracusa detiene il triste primato di essere ultima in Italia per numero di laureati nella fascia 25-39 anni , mentre la fuga dei laureati in materie scientifiche (STEM) tocca il 32%. Drammatico anche il dato sui NEET (giovani che non studiano e non lavorano), che si attesta al 33,7%, più del doppio della media nazionale.
In assenza di redditi da lavoro adeguati, è il sistema pensionistico a fare da ammortizzatore sociale. Il welfare eroga 1,43 miliardi di euro annui in pensioni, una cifra enorme pari al 17,1% del valore aggiunto provinciale. Il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati è ormai di 1,44, con una proiezione preoccupante di calo a 1,28 entro il 2030.
La soluzione proposta: “Cambio di paradigma”
Nonostante le criticità, lo studio evidenzia risorse strategiche come il turismo in crescita, il patrimonio UNESCO e i progetti legati all’Hub dell’idrogeno verde. «Non possiamo accettare che la crescita economica resti confinata a pochi settori», ha affermato Rosanna Magnano, Presidente territoriale CNA Siracusa.
Per Gianpaolo Miceli, Segretario CNA, «è urgente intervenire con misure concrete per sostenere le PMI e favorire l’occupazione stabile». Ecco le proposte messe sul tavolo da CNA per il 2026:
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Sostegno alle PMI: Incentivi fiscali su investimenti innovativi a misura di microimpresa.
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Riduzione tributi locali: Premialità per le aziende che garantiscono occupazione stabile e parità di genere.
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Credito e Green: Accesso facilitato al credito tramite i Confidi e misure stabili per la transizione energetica.
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Politiche attive: Incentivi al rientro dei giovani laureati e sostegno all’imprenditoria femminile e agli asili nido.
«Il territorio non è condannato al declino – conclude la nota CNA – se valorizzato, può invertire la rotta attraverso un patto territoriale per uno sviluppo più equo».




